15 Gennaio 2026

Sfrionzola, storia e ricetta di un piatto identitario

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Sfrionzola, storia e ricetta di un piatto identitario

Nella civiltà contadina del Cilento, il giorno dell’uccisione del maiale non era solo un momento di lavoro, ma un vero rito collettivo. Famiglie, vicini e amici si riunivano per trasformare ogni parte dell’animale in cibo, secondo una sapienza antica che non ammetteva sprechi. Proprio da questa necessità nasce la sfrionzola (o frittula), un piatto robusto e identitario, preparato con le parti meno pregiate ma più saporite del maiale, cucinate lentamente insieme alle patate. Una ricetta “povera” solo all’apparenza, diventata nel tempo uno dei simboli più autentici della cucina invernale cilentana.

Ricetta tradizionale della sfrionzola cilentana

Ingredienti

Carne di maiale mista, preferibilmente la scannatura (parti vicino alla testa), ricca di grasso

Patate

Peperoni (freschi o sottaceto, secondo la tradizione locale)

Sale q.b.

Peperone secco in polvere (facoltativo)

Preparazione

Tagliare la carne di maiale a pezzetti piuttosto grossi. Utilizzare un tegame di ferro o una casseruola dal fondo spesso e mettere la carne a cuocere a fuoco lento, senza aggiungere olio: sarà il grasso naturale a sciogliersi e a fare da condimento.

Lasciare cuocere lentamente finché la carne non risulta ben rosolata e tenera. Nel frattempo, friggere le patate a parte e tenerle da parte. A fine cottura della carne, aggiungere le patate fritte e, se previsti, i peperoni. Mescolare delicatamente e lasciare insaporire ancora per qualche minuto, fino a ottenere uno spezzatino profumato e ricco.

Servire caldo, preferibilmente accompagnato da pane casereccio e vino rosso locale.

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