Ci sono piatti che raccontano l’Italia meglio di qualsiasi guida turistica. Gli spaghetti con le vongole sono uno di questi: essenziali, marini, legati al gesto antico della cucina di casa e al profumo delle coste. Ma anche un classico può cambiare volto. Dalla versione più ortodossa a interpretazioni più intense e contemporanee, ecco tre modi diversi di portarli in tavola.
La versione tradizionale: pochi ingredienti, massimo rispetto
È la ricetta che non ammette distrazioni. Niente pomodoro, niente formaggio, solo il sapore delle vongole e del mare.
Ingredienti (per 4 persone)
Spaghetti, vongole veraci, aglio, olio extravergine d’oliva, prezzemolo, peperoncino (facoltativo).
Procedimento
Le vongole, spurgate accuratamente, si aprono in padella con olio e uno spicchio d’aglio. Il liquido rilasciato viene filtrato e usato come base del condimento. Gli spaghetti, scolati al dente, finiscono in padella per l’ultimo minuto, mantecati con prezzemolo fresco tritato.
Spaghetti con le vongole e bottarga: il mare che si fa intenso
Qui il piatto cambia registro. La bottarga aggiunge profondità, sapidità, una nota quasi ferrosa che amplifica il gusto delle vongole.
Ingredienti aggiuntivi
Bottarga di muggine grattugiata o a lamelle sottili.
Procedimento
La base resta quella tradizionale, ma a fuoco spento si aggiunge la bottarga, per evitare che cuocia e perda profumo. Un filo d’olio a crudo chiude il piatto.
Il risultato: Più deciso, più adulto. Un piatto da vino bianco strutturato e tavola lenta, dove il mare non accarezza: avvolge.
Vongole, limone e tarallo sbriciolato: la versione contemporanea
Una variazione moderna, molto diffusa nelle cucine creative, che gioca su freschezza e contrasto.
Ingredienti aggiuntivi
Scorza di limone non trattato, taralli o pane croccante sbriciolato.
Procedimento
Le vongole seguono la ricetta classica. A fine cottura si aggiunge la scorza di limone grattugiata finissima. Nel piatto, una spolverata di tarallo tostato regala croccantezza.
Il risultato: Più fresco, più luminoso, con una componente testurale che rompe la morbidezza della pasta. Un piatto che guarda al futuro senza tradire le origini.


