Riporta al centro del dibattito il tema dell’accessibilità e dei diritti delle persone con disabilità la lettera inviata da Christian Durso, attivista per i diritti dei diversamente abili, al deputato Francesco Emilio Borrelli. Una denuncia che parte dal territorio del Cilento e, in particolare, dalla zona di confine tra Agropoli e Capaccio Paestum, lungo il fiume Solofrone.
Nel suo scritto, Durso evidenzia come gli accessi liberi al mare stiano diventando, negli ultimi anni, sempre più difficili da utilizzare. «Gli accessi liberi al mare negli ultimi anni stanno diventando un problema per tutti. Tuttavia chi ha più difficoltà è sempre chi paga il prezzo più alto, le persone con disabilità che anche d’estate fanno fatica a trovare una spiaggia accessibile, figuriamoci d’inverno, che diventa impossibile avvicinarsi al mare. Qui siamo in Cilento dove la Città di Agropoli, confina con il Comune di Capaccio Paestum, con il fiume Solofrone, quando lo stabilimento balneare chiude questa spiaggia è inaccessibile, ora più di anni fa».
Aggiunge: «Vicino al fiume non esiste più lo spazioso accesso libero al mare di un tempo, ma solo uno stretto sentiero sconnesso pieno di sterpaglie. Dal lato della scogliera c’è questo accesso libero con degli scalini, ci vorrebbe davvero poco a rendere fruibile a tutti almeno quest’ultimo accesso con uno scivolo. Un diritto ampiamente riconosciuto come quello al godimento degli spazi pubblici, come quelli demaniali le spiagge è per tutto l’anno, un diritto in quanto tale non può essere limitato e compreso. Noi persone con disabilità, non andiamo in letargo, e anche in autunno, inverno e primavera vogliamo continuare a vivere. Che le parità di diritti diventano sostanziali così come previsto dalla costituzione, è responsabilità di chi si prende l’onore di controllare e gestire la “Res Pubblica”.».


