La sterilizzazione dei gatti randagi rappresenta oggi lo strumento principale per il controllo del randagismo felino in molte città del mondo. A differenza di interventi emergenziali o sporadici, si tratta di un’azione programmata che segue procedure precise e consolidate, riconosciute da enti veterinari e amministrazioni pubbliche.
Il metodo più diffuso è quello della cattura, sterilizzazione e reimmissione (TNR – Trap, Neuter, Return). L’intervento inizia con l’individuazione delle colonie feline presenti sul territorio, spesso segnalate da cittadini o monitorate da volontari. I gatti vengono catturati temporaneamente tramite gabbie apposite, progettate per non causare stress o ferite agli animali.
Una volta catturati, i gatti vengono trasferiti presso ambulatori veterinari convenzionati o strutture pubbliche. Qui avviene l’intervento di sterilizzazione, eseguito in anestesia totale e secondo i protocolli sanitari previsti. Durante la stessa operazione vengono spesso effettuati controlli di base sullo stato di salute e, quando possibile, vaccinazioni. Per rendere riconoscibile un gatto già sterilizzato, viene praticato un piccolo taglio all’orecchio, segno universalmente adottato e non invasivo.
Dopo un breve periodo di osservazione post-operatoria, gli animali vengono reimmessi nel loro territorio di origine. Questo passaggio è essenziale: i gatti conoscono già l’ambiente e contribuiscono a mantenere stabile la colonia, impedendo l’arrivo di nuovi esemplari non sterilizzati.
Le colonie feline sterilizzate mostrano nel tempo una diminuzione progressiva del numero di individui. Scompaiono le cucciolate continue, si riducono le malattie legate alla riproduzione e migliorano le condizioni generali degli animali. Inoltre, la sterilizzazione riduce comportamenti come marcature territoriali e aggressività, elementi spesso all’origine di segnalazioni e interventi d’urgenza.
Questo sistema richiede coordinamento tra servizi veterinari pubblici, amministrazioni locali e volontari. Dove manca una pianificazione stabile o fondi dedicati, gli interventi risultano frammentari e insufficienti. Al contrario, i comuni che investono in programmi strutturati di sterilizzazione riescono a controllare il fenomeno in modo duraturo e misurabile.
La sterilizzazione delle colonie feline non è quindi un’azione occasionale, ma un processo continuo che richiede competenze, risorse e continuità. È attraverso questo tipo di intervento che il randagismo felino può essere affrontato in modo efficace, evitando che il problema si riproduca nel tempo.



