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Dieta meditterranea. Cuoca: ” Ecco come ammaliai Keys”

di Federico Martino

 

Lenticchie, fagioli, melanzane e tanto pesce azzurro, erano i piatti preferiti da Ancel Keys, il padre della dieta mediterranea, da ieri patrimonio culturale immateriale dell’ Unesco. A svelare i gusti culinari del grande esperto di fisiologia nutrizionale americano e’ Delia Notaro, la donna che per quasi 40 anni e’ stata la cuoca della famiglia Keys. Settantre’ anni, nata e cresciuta a Pioppi, la signora Notaro conobbe infatti il professor Keys all’indomani del suo arrivo nel centro cilentano, nei primi anni Sessanta. Al centro del suo legame viscerale con il Cilento, l’amore per quella terra e gli studi medici sulla sua popolazione, alla ricerca del segreto di una longevita’ per certi versi miracolosa. Nacque cosi’, fondato dal medico statunitense, il centro di ricerche dal suggestivo nome di ‘Minnelea’, fusione dell’americana Minneapolis e della colonia della Magna Grecia di Elea-Velia, che sorge a pochi chilometri da Pollica, centro che ospito’ i piu’ grandi ricercatori del mondo e dal quale, dopo anni di duro lavoro, nacque la Dieta Mediterranea. ”Il professore e la moglie erano sempre impegnatiricorda Delia NotaroDurante quegli anni, attraversavano il Cilento in lungo e in largo, e quando tornavano a casa erano affamati.”. Cosi’, la signora Delia si metteva all’opera, preparando piatti deliziosi realizzati solo con ingredienti provenienti dal suo orticello. ”In fatto di gusti, erano dei perfetti cilentani. – prosegue – Dal momento del loro arrivo a Pioppi, non hanno voluto piu’ saperne della cucina americana. Mangiavano solo i prodotti della nostra terra, i ceci, le lenticchie, le melanzane ‘‘mbuttunate”, di cui era ghiotto, le verdure, e poi tantissimo pesce, quello azzurro, soprattutto.”. E quando il professore diede avvio allo studio capillare delle abitudini alimentari della popolazione cilentana, anche Delia e il marito Giovanni finirono per diventare ”cavie” delle sue ricerche. ”Ricordo – continua la signora Delia – che per un periodo dovevamo mangiare quello che di solito mangiavamo a Pollica: i piatti poveri dei nostri genitori e dei nostri nonni, piatti contadini insomma. Poi, all’ improvviso, cambiavamo dieta, e allora mangiavamo tanta carne, salsicce, formaggi e salse di ogni tipo, insomma i piatti ai quali era stato abituato il professore in America.” E, alla fine, le analisi mostravano i danni che quest’ultimo regime alimentare provocava all’ organismo. ”Io – conclude – dovetti smettere quasi subito. Il colesterolo e i trigliceridi erano impazziti”. Da ieri a Pollica non si parla d’altro. L’inserimento della dieta mediterranea nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco, da queste parti, e’ dai piu’ considerata una rivincita della civilta’ contadina, quella civilta’ che per secoli ha garantito la sopravvivenza di intere generazioni. E tutti ricordano con commozione Ancel Keys. Ma il ricordo va soprattutto ad Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso in un agguato lo scorso 5 settembre, che e’ stato tra i promotori della candidatura della dieta nella lista dell’Unesco. ”Il nostro sindaco Vassallo – ricorda Stefano Pisani, vicesindaco di Pollica – e’ stato cosi’ grande che i risultati arrivano anche dopo che lui non c’e’ piu’… A Pollica abbiamo un’abitudine: quando ci si pone un obiettivo, non ci si ferma finche’ non lo si raggiunge. Angelo era convinto, e a ragione, che questo fosse l’unico modo per dare valore definitivo ed eterno al Mediterraneo e ai suoi prodotti”.

 


 

fonte: ANSA

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