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24 Luglio 2026
24 Luglio 2026

Vertenza ex LSU Parco, i chiarimenti del presidente Coccorullo

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Vertenza ex LSU Parco, i chiarimenti del presidente Coccorullo

Prosegue il confronto sulla vertenza che riguarda i 19 lavoratori ex LSU in servizio presso l’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Dopo lo stato di agitazione proclamato dalla Fp Cgil Salerno in seguito al tavolo convocato dalla Regione Campania il 16 luglio, al quale il Parco non ha preso parte, il presidente Giuseppe Coccorullo interviene per chiarire la posizione dell’Ente.

In una nota indirizzata al Prefetto di Salerno, all’assessore regionale al Lavoro e alle organizzazioni sindacali, Coccorullo respinge le accuse di «indifferenza» e di «sgarbo istituzionale», spiegando che l’assenza all’incontro è stata determinata esclusivamente da motivi logistici. La convocazione, sottolinea, è arrivata agli uffici del Parco il 14 luglio e già il giorno successivo il presidente, tramite il direttore, aveva comunicato l’impossibilità di partecipare per precedenti impegni istituzionali a Bruxelles, chiedendo contestualmente il rinvio del tavolo alla fine del mese.

Il presidente affronta poi il tema delle risorse economiche, precisando che l’Ente «non intende scaricare le proprie responsabilità sulla Regione Campania», ma evidenziando di vantare un credito di circa 840 mila euro nei confronti dell’amministrazione regionale. Secondo quanto riferito, la Regione avrebbe liquidato soltanto l’annualità 2021 e una quota parziale del 2022, mentre resterebbero ancora da trasferire la restante parte del 2022, le annualità 2023, 2024 e 2025 e il primo semestre del 2026.

Coccorullo aggiunge che il Parco sta anticipando con risorse proprie le somme necessarie a garantire il pagamento mensile degli stipendi dei lavoratori.

Sulla richiesta di incrementare l’orario di lavoro dalle attuali 12 a 18 ore settimanali, il presidente ribadisce che l’Ente, finanziato esclusivamente con trasferimenti ministeriali, non dispone dell’autonomia finanziaria necessaria. Richiama quindi la proposta già illustrata nei precedenti confronti con le organizzazioni sindacali: un progetto di integrazione della durata di cinque anni, da svolgere al di fuori dell’orario ordinario, finalizzato ad aumentare reddito e monte ore dei lavoratori, accompagnando quelli prossimi alla pensione al raggiungimento dei requisiti previdenziali. La gestione delle relative risorse, precisa, spetterebbe alla Regione Campania.

Nella parte conclusiva della nota, il presidente rinnova la disponibilità dell’Ente Parco a partecipare a un nuovo tavolo con Regione e sindacati e chiede all’assessore regionale al Lavoro di riconvocare l’incontro entro la fine di luglio, sollecitando al tempo stesso la liquidazione degli oltre 840 mila euro anticipati dall’Ente.

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