20 Febbraio 2026
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Videogiochi e smartphone ai bambini: uno studio spiega dopo quante ore sono nocivi per la salute

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Videogiochi e smartphone ai bambini: uno studio spiega dopo quante ore sono nocivi per la salute

L’uso di videogiochi e smartphone tra bambini e adolescenti continua ad aumentare, ma cresce anche l’allarme di pediatri, ricercatori e associazioni sanitarie sui possibili effetti negativi per la salute fisica e mentale se il tempo davanti agli schermi supera determinate soglie. Numerose ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi anni stanno cercando di chiarire dopo quante ore di gioco o interazione digitale il rischio per la salute diventa significativo.

La soglia delle 10 ore a settimana: evidenze australiane

Uno studio coordinato dall’Università di Curtin in Australia, pubblicato sulla rivista Nutrition, ha analizzato oltre 300 studenti e ha trovato che i ragazzi che dedicano più di 10 ore settimanali ai videogiochi tendono ad avere stili di vita meno sani. Lo riporta in un articolo Sky TG24. In particolare, rispetto ai coetanei con tempi di gioco minori, questi giovani mostrano peggior qualità del sonno, dieta più scadente, indice di massa corporea più alto e minore attività fisica. Gli autori sottolineano però che l’effetto negativo non è automatico: l’uso moderato non sembra causare gli stessi problemi.

Tre ore al giorno: un limite utile?

Altri studi osservazionali e meta‑analisi pubblicate negli ultimi anni suggeriscono che oltre le tre ore di schermo ricreativo al giorno (che includono videogiochi, social media e uso del cellulare per il tempo libero) si associano a un aumento significativo di distress psicologico nei giovani. Secondo una ricerca pubblicata su News‑Medical.net, ogni ora aggiuntiva di utilizzo ricreativo di schermi è collegata a un incremento di circa il 3 % dei sintomi di disagio emotivo nei ragazzi. In base a questi risultati, limitare lo schermo ricreativo a meno di tre ore al giorno sarebbe associato a esiti psicologici migliori.

Effetti sul sonno e sviluppo

Gli studi più recenti mostrano anche che l’uso degli schermi può interferire con il ritmo del sonno nei bambini e negli adolescenti. Per esempio, analisi di dati comportamentali hanno evidenziato che ogni ora di videogiochi nella giornata può ritardare l’addormentamento di circa dieci minuti, con potenziali ricadute sulla quantità e qualità del riposo notturno. Lo stesso fenomeno si osserva con l’uso di smartphone e tablet, soprattutto se questi device vengono utilizzati la sera o poco prima di andare a letto.

Non solo tempo: dipendenza e comportamento

Oltre alla quantità di ore, alcune ricerche suggeriscono che la modalità d’uso può essere altrettanto importante. Uno studio pubblicato su JAMA ha rilevato che non tanto il tempo totale trascorso con smartphone o videogiochi, quanto i pattern di utilizzo compulsivo o “addictive” sono associati a rischi maggiori di pensieri suicidari, ansia e sintomi depressivi negli adolescenti. Questo indica che un uso incontrollato o motivato dall’evitamento dei problemi può essere più dannoso del tempo complessivo trascorso davanti allo schermo. (

Le raccomandazioni delle società pediatriche

Le principali società pediatriche e di salute pubblica continuano a offrire linee guida per i genitori: niente schermi per i più piccoli sotto i 2 anni di età, e limiti crescenti con l’aumento dell’età (per esempio, massimo 1–2 ore al giorno per i bambini in età scolastica con contenuti non educational), oltre a evitare l’uso di device prima di dormire. Queste indicazioni puntano a promuovere un equilibrio tra attività online e offline, a protezione dello sviluppo neurologico, del benessere emotivo e delle abitudini di sonno dei più giovani.

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