A Valva, piccolo centro della provincia di Salerno affacciato sulla Valle del Sele, c’è un luogo che sorprende per eleganza, misura e silenzio. Villa d’Ayala-Valva. Ed è forse proprio questa la sua forza. Un grande scrigno botanico e architettonico, incastonato in un territorio di confine, geografico e culturale, tra Campania e Basilicata, da sempre punto d’incontro di storie, popoli e visioni.
Appena varcato l’ingresso del parco, che si estende per 18 ettari, il riferimento a Versailles viene spontaneo. Non per imitazione, ma per respiro. Viali prospettici, statue neoclassiche disseminate con armonia, fontane, grotte artificiali, elementi architettonici che dialogano con il verde in un equilibrio raro. Al centro, come in un ideale asse scenografico, la statua di Diana cacciatrice, fedele riproduzione di quella che domina i giardini della reggia francese: un omaggio colto, mai ridondante.
Il parco è un viaggio lento. Ogni angolo rivela una sorpresa: una fontana nascosta, una grotta decorativa, fino alla singolare Grotta di Lourdes, versione campana e raccolta di un simbolo di devozione che qui si inserisce con naturalezza nel paesaggio. Nulla è eccessivo, nulla è lasciato al caso.
La villa, di circa 600 metri quadrati e articolata su tre piani, si inserisce con discrezione nel complesso. Oggi è proprietà dell’Ordine di Malta, ma la sua storia affonda le radici in una doppia appartenenza nobiliare: i Valva, di origine normanna, e i d’Ayala, casata spagnola che ha lasciato un segno profondo nell’identità del luogo. Tra queste stanze crebbe Giacinto Scelsi, uno dei compositori più visionari del Novecento, figura appartata e radicale, il cui rapporto con il silenzio e la contemplazione sembra trovare qui una spiegazione naturale.
Villa d’Ayala-Valva è oggi una meta di turismo discreto, lontano dai flussi di massa. Un luogo che si visita con calma, preferibilmente accompagnati da una guida, per coglierne i dettagli storici e botanici. È aperta nei fine settimana e nei giorni festivi, con visite guidate organizzate tutto l’anno:
– da ottobre a marzo: sabato, domenica e festivi (10-13; 14-17)
– da aprile a settembre: sabato, domenica e festivi (9.30-13; 16-19.30)


