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29 Settembre 2026
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Virus Shamonda in Campania, Coldiretti: “Situazione sotto controllo, nessun rischio per l’uomo”

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Virus Shamonda in Campania, Coldiretti: “Situazione sotto controllo, nessun rischio per l’uomo”

La situazione relativa al virus Shamonda negli allevamenti bovini e bufalini della Campania è sotto controllo e l’infezione non comporta un rischio di contagio per l’uomo. È quanto riferito da Coldiretti Campania al termine dell’incontro istituzionale promosso dalla Regione Campania e ospitato oggi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (Izsm), a Portici, per fare il punto sui recenti rilevamenti del virus in alcuni campioni della popolazione bovina e bufalina della provincia di Salerno. La Regione aveva annunciato l’incontro per illustrare i dati e gli aspetti legati anche alla sicurezza alimentare. 

Il virus Shamonda (Shamonda virus, SHAV) è un ortobunyavirus del sierogruppo Simbu, trasmesso principalmente da insetti vettori del genere Culicoides. La sua presenza era stata già rilevata in agosto in allevamenti di vacche da latte nelle province di Trento e Bolzano e in alcuni bovini provenienti dalla Francia. Nel corso dell’estate 2026 il virus è stato segnalato per la prima volta in diversi Paesi dell’Europa centro-occidentale. 

«Sono arrivate direttive importanti per gli allevatori interessati dal virus che non contagia gli esseri umani – dichiara Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania -. È essenziale mantenere un monitoraggio attento nelle aziende e collaborare strettamente con i servizi veterinari per contenere l’impatto sulle stalle». Secondo Coldiretti, nelle bufale colpite si può registrare una perdita temporanea della produzione di latte fino al 20%, con successivo ritorno ai livelli normali.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e il direttore generale dell’Izsm Giuseppe Iovane. La Regione ha indicato l’obiettivo di garantire una diagnosi tempestiva e la tutela del patrimonio zootecnico, mentre sono state fornite indicazioni operative per allevatori e medici veterinari. 

Tra le raccomandazioni rivolte agli allevatori c’è la segnalazione tempestiva al veterinario in presenza di febbre, forte calo della produzione di latte, diarrea, scolo nasale, abbattimento, aborti, natimortalità o malformazioni congenite. Viene inoltre raccomandato di registrare l’insorgenza dei sintomi e i dati relativi agli animali coinvolti e alla produzione, oltre a ridurre le condizioni ambientali favorevoli alla presenza dei Culicoides, intervenendo su ristagni d’acqua, lettiere e materiale organico umido.

In via prudenziale, viene inoltre indicato di rinviare le movimentazioni non indispensabili degli animali sintomatici fino alla valutazione veterinaria.

Per i medici veterinari, le indicazioni prevedono di inserire SHAV nella diagnosi differenziale, senza attribuire automaticamente al virus segni clinici, aborti o natimortalità. I campioni devono essere concordati con i Servizi veterinari delle Asl e con l’Izsm, privilegiando la fase clinica acuta. La diagnosi viene effettuata attraverso Real Time RT-PCR, mentre la sierologia non è attualmente considerata sufficientemente informativa per l’impiego diagnostico operativo.

La trasmissione avviene principalmente attraverso gli insetti vettori del genere Culicoides. Secondo le indicazioni veterinarie disponibili, non vi sono attualmente prove di una significativa trasmissione diretta tra animali, mentre viene considerata possibile la trasmissione verticale dalla madre. Le misure di protezione degli allevamenti sono quindi concentrate soprattutto sulla riduzione dell’esposizione agli insetti vettori. 

La Regione Campania ha sottolineato che l’incontro è stato organizzato anche per fornire informazioni scientificamente fondate sugli aspetti di sicurezza alimentare e garantire una corretta informazione sulla situazione. 

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