Nuovi fondi della Comunità Europea per il parco

di Federico Martino

Il parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è beneficiario coordinatore del progetto Life+ Natura: “Forests of the Apennines: Good practices to coniugate Use and Sustainability” (FAGUS) per un importo di € 1.244.038, finanziato per il 68% con fondi della Comunità Europea, della durata di 40 mesi a partire da novembre 2012. Il programma comunitario LIFE nasce nel 1992 per contribuire allo sviluppo e all’attuazione della legislazione e della politica comunitaria in materia ambientale e sin dall’inizio ha indirizzato le proprie azioni anche alla protezione degli habitat e delle specie interessate dalle Direttive CEE “Habitat” (conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche) e “Uccelli” (conservazione degli uccelli selvatici).
L’obiettivo principale del progetto FAGUS è assicurare la conservazione a lungo termine di habitat prioritari nelle foreste dei Parchi Nazionali del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e del Gran Sasso e Monti della Laga (PNGSML).

I dipartimenti di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali dell’Università degli Studi della Tuscia, parteciperanno al progetto oltre che con il proprio staff, anche con la collaborazione di esperti di altri Enti.

Il Progetto

Il territorio del Parco rappresenta un’area di grande interesse naturalistico, sia per l’elevata diversità fisica, climatica e biologica, sia per il valore biogeografico e lo stato di conservazione delle biocenosi e del paesaggio. Il valore scientifico, paesistico, e l’interesse storico-culturale di quest’area hanno determinato l’inserimento del Parco nella lista delle Riserve di Biosfera del Programma MAB Unesco, nella lista dei “Siti Unesco Patrimonio dell’Umanità”, quale paesaggio culturale unitamente ai siti archeologici di Paestum, Velia e la Certosa di Padula, e nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi.


Il progetto Life FAGUS si concentrerà su due Siti di Interesse Comunitario (SIC), quello dei Monti Alburni e quello del Monte Motola.
Il SIC dei Monti Alburni ricade quasi completamente nella regione climatica temperata, salvo che per le aree poste alle quote più basse, ed è occupato da un massiccio carbonatico interessato da numerosi fenomeni carsici (grotte, doline, inghiottitoi, etc.).
I boschi di faggio sono la tipologia di vegetazione più diffusa in questo SIC, e sono stati suddivisi in due tipologie: le faggete termofile poste a quote più basse (da circa 900-1000 fino a circa 1300-1400 m s.l.m.); e le faggete microterme, alle quote più alte. In questi boschi gli alberi di faggio sono accompagnati da cerri (Quercus cerris), ontani (Alnus cordata), tassi (Taxus baccata) e agrifogli (Ilex aquifolium). Queste due ultime specie crescono in condizioni di clima spiccatamente oceanico e su suoli profondi e caratterizzano l’habitat prioritario 9210* “Faggeti degli Appennini con Taxus ed Ilex” che sarà oggetto di interventi di conservazione.
L’altra area interessata dal progetto si trova nel SIC Monte Motola. Anche in questo caso il clima è prevalentemente temperato e si tratta di un massiccio prevalentemente calcareo. Come per gli Alburni, anche qui il bosco di faggio occupa gran parte del SIC e viene distinto in due tipologie che si distribuiscono in due fasce altitudinali differenti. La peculiarità delle faggete del SIC Monte Motola è la presenza di nuclei di abete bianco (Abies alba), habitat prioritario (9220* “Faggeti degli Appennini con Abies alba”) oggetto delle azioni del Life FAGUS.

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