Palinuro, la maledizione delle Saline: troppi morti negli ultimi anni

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La spiaggia delle Saline è uno delle più pericolose del Cilento. Lo testimoniano i morti che hanno sporcato di sangue, negli ultimi anni, uno dei tratti di costa più belli e suggestivi del Cilento. Il dramma avvenuto oggi a Palinuro, riporta alla ribalta il problema della sicurezza dei bagnanti e la necessità di rispettare poche e semplici regole, rintracciabili anche sul decalogo del bagnante della Guardia Costiera, consultabile su internet o negli opuscoli “Mare sicuro” distribuiti dalle Capitanerie. Accortezze per evitare di trasformare una vacanza in tragedia. 

Come è successo poche ore fa a Pasquale Lettieri, un giovane di Rofrano di soli 19 anni che ha perso la vita annegato in mare. Lo stesso mare che conosceva bene, tanto da voler trascorrere ogni anno qualche giorno di relax a Palinuro in compagnia di amici. Oggi Pasquale era con un coetaneo. Si sono lanciati entrambi in mare ma la corrente, troppo forte per tutti, lo ha trascinati via. L’amico è stato tratto in salvo. Pasquale, invece, è morto a soli 19 anni. Il suo corpo non è stato ancora recuperato dalla guardia costiera di Palinuro.

La stessa che nel lontano 2007 ha recuperato la salma di un giovane di 26 anni originario di Brindisi, morto annegato per salvare tre amiche. La tragedia si consumò nelle stesse acque. Pietro Maggiolini, questo il nome della vittima-eroe, stava facendo il bagno, in località Saline in compagnia di otto amici, quando una violenta corrente ha cominciato a trascinare il gruppo a largo. A quel punto Pietro, dopo aver messo in salvo tre amiche, è annegato. Fu recuperato da alcuni bagnini e riportato a riva, ma i sanitari del 118, giunti sul luogo, non feceroaltro che constatarne il decesso. 

La tragedia – oggi come 11 anni fa – fu causata dalle forti correnti. All’epoca dei fatti un bagnino raccontò che per due volte, viste le condizioni del mare, aveva avvertito il gruppo di amici che stavano facendo il bagno e loro, in entrambi i casi, avevano rassicurato dicendo che era tutto sotto controllo. Poi, in pochi istanti, la tragedia. 

Proprio come avvenne l’11 agosto del 2013 quando – sempre in località Saline, a Palinuro – perse la vita l’avvocato Giuseppe Paladino. Il noto professionista di Sala Consilina aveva 45anni si tuffò in mare per mettere in salvo alcuni bagnanti che avevano ignorato il divieto di balneazione. Una volta in acqua, Paladino riuscì ad aiutare uno dei giovani del gruppo, ma fu travolto dalle onde e dalla corrente violenta, finendo annegato. Intercettato da uno dei soccorritori che nel frattempo erano riusciti a riportare a riva gli altri bagnanti, le condizioni dell’uomo apparvero da subito disperate. Il 45enne morì per arresto cardiorespiratorio all’ospedale di Vallo della Lucania dove fu trasportato con un’eliambulanza.

Il 15 luglio dello scorso anno, invece, un 60enne morì sulla spiaggia delle Saline colto da un improvviso malore non appena entrato in acqua. Ogni soccorso si rivelò vano.

La Capitaneria di Porto è chiara: «Non bisogna fare il bagno se non si è in perfette condizioni psicofisiche. Ma non solo: mai forzare il fisico anche se si è un buon nuotatore; entrare in acqua gradualmente dopo una lunga esposizione al sole; lasciar trascorrere almeno tre ore dall’ultimo pasto prima di fare il bagno; non entrare in acqua quando è esposta la bandiera rossa; limitarsi ad acque molto basse se non si sa nuotare; non allontanarsi oltre la zona di sicurezza per la balneazione e in ogni caso oltre i 50 metri dalla spiaggia usando materassini, ciambelle, galleggianti o piccoli canotti gonfiabili; evitare di tuffarsi dagli scogli; rispettare quanto previsto nelle ordinanze per la disciplina delle attività balneari». Molti, purtroppo, non conoscono davvero la potenza del mare e, un po’ per negligenza e un po’ per menefreghismo, tentano comunque di «sfidarlo» e alla fine si registrano episodi che mai vorremmo ascoltare.

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