Bambini maltrattati a Caselle, chieste pene meno severe ma gip respinge istanze dei legali

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Bambini maltrattati a Caselle, chieste pene meno severe ma gip respinge istanze dei legali

Martedì il gip del tribunale di Lagonegro ha respinto le istanze presentate dai legali delle maestre di Caselle in Pittari, accusate di maltrattamenti sugli alunni. Nessuna notizia sui contenuti emersi dall’interrogatorio di garanzia – si legge sul Corriere del Mezzogiorno – ma pare che la maestra ai domiciliari abbia cercato di chiarire la sua posizione. L’una dunque resta ai domiciliari, sospesa dalla professione per due mesi, invece, l’altra maestra. Plaitano e Maldonato, i legali difensori, avevano chiesto la revoca dei provvedimenti o in subordine l’adozione di misure meno severe. Ma per il gip Vincenzo Del Sorbo niente di fatto, respinte entrambe le istanze.

Dai video registrati con telecamere nascoste e dalle intercettazioni ambientali – si è saputo dagli investigatori – sono emersi episodi nei quali le due maestre vessavano alcuni alunni, ricorrendo anche a metodi violenti con schiaffi, strattonate e tirate di capelli, oltre che a violenze verbali. Le due insegnanti sono state arrestate venerdì 23 maggio dai carabinieri del comando provinciale di Salerno che hanno dato esecuzione a due misure cautelari emesse dal gip Del Sorbo su richiesta della procura della Repubblica di Lagonegro, a conclusione delle indagini coordinate dal procuratore Russo e dal pm Grillo, partite qualche mese fa dai carabinieri della stazione di Sanza.

I militari della compagnia di Sapri, agli ordini del capitano Emanuele Tamorri, e i carabinieri di Sanza, dopo più denunce da parte di alcuni genitori decidono di installare delle telecamere nascoste all’interno di alcune classi delle scuole elementari. Calci, tirate di capelli e le testoline sbattute contro quei banchetti verdi della scuola di Caselle in Pittari che per i piccoli si era trasformata in un inferno.

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