Smentita la notizia dell’entrata nel gruppo Pdl “Principe d’Arechi” dai consiglieri di opposizione del Comune di Camerota, Antonio Romano e Ciro Troccoli. Il primo, lo ha comunicato direttamente al giornale del cilento, che ne aveva dato risalto in precedenti articoli, facendo riferimento alle voci che sono a lungo circolate e ad alcune affermazioni critiche e politiche, esternate dal sindaco Bortone sul comportamento del suo vice. Ribadisce Antonio Romano che il rapporto tenuto con Laino era la semplice espressione di adesione ad un suggerimento pervenuto dalla Provincia, di manifestare solidarietà al presidente Cirielli in forte rottura con l’alleato Udc; Il secondo attraverso la sua pagina di Facebook, nella nota dal titolo:
CHIARIMENTO POLITICO
Il sottoscritto, in queste ore concitate in cui si rincorrono notizie su nuovi assetti amministrativi, smentisce quanto riportato a più riprese da un sito internet circa un proprio passaggio nel gruppo consiliare Pdl-Principe Arechi. Confermo la mia appartenenza al gruppo consiliare Forza Camerota – Pdl, che fa riferimento alla lista nella quale ero candidato, nel rispetto del voto democratico degli elettori. Cosi come confermo la mia permanenza nella file dell’opposizione…
Ciro Troccoli
Consigliere comunale “Forza Camerota-Popolo della Libertà”
Che il sindaco Bortone ha sfiduciato il suo vice, Laino resta notizia confermata.
La notizia che segue, come un fulmine a ciel sereno, parla di una spaccatura fra il sindaco Bortone, l’assessore Rosanna Mazzeo e il consigliere Giuseppina Di Bello, che le vedrebbero passare probabilmente all’opposizione. A chi non è mai piaciuto troppo parlare con il condizionale – con i forse, i si dice, i probabilmente – in questo caso, si deve accontentare di tali formule linguistiche per lanciare una notizia e aspettare prossimi incontri istituzionali per sapere se c’è la conferma o la smentita di questo passaggio in minoranza, così come ci è stato risposto dalla stessa Mazzeo.
Non resta che riflettere su cosa indica politicamente questa rottura sull’onda della sfiducia a Laino. Sulle eventuali conseguenze significanti di una frattura politica determinata da una figura istituzionale, per esempio, come la Mazzeo, assessore al turismo, che proprio in questo periodo, in vista della stagione turistica lascerebbe il suo compito amministrativo,. Non si è forse coinvolta in molte azioni che, tra l’altro, negli ultimi tempi si sono rese tangibili anche ai cittadini? E non è il caso che continui il suo lavoro politico per concretizzare i progetti che ha prodotto fin qui per l’interesse collettivo del comune di Camerota? Si tiene conto delle motivazioni di tipo politico che il sindaco Bortone ha espresso in seguito al licenziamento di Laino, dallo stesso riferito come atto dovuto?
Cosa realmente è cambiato, ci si chiede, con l’uscita di Laino dalla maggioranza?
Le cose, forse, sono molto più complesse di quanto sembrano. Verrebbe da pensare che questi giochi politici (come si dice in gergo), probabilmente, puntano su un altro tipo d’intervento e di strategia, ma sempre per l’interesse collettivo del comune di Camerota?
Paradossalmente, la vita dell’amministrazione Bortone viene minacciata proprio da chi l’ha fortemente sostenuta, da chi individuava nel vertice, capacità di onestà e limpidezza, che dicevano, necessari per contrastare la precedente gestione politica del Comune di Camerota. Paradossalmente questa minaccia esula dal senso di responsabilità certi componenti dell’attuale maggioranza, e probabilmente non soprassiede all’ipotesi di un commissariamento che allontanerebbe qualunque miracolo di ripresa di un comune semi-morto, economicamente parlando. Il fatidico ‘salto della quaglia’ al Comune di Camerota, di cui si vocifera (anche questo in attesa di conferma o smentita) e che impazza su face book, è una risposta possibile in questo scenario deludente?
Immaginiamo che se ci sarà, sarà probabilmente giustificato per quel che deve dare, ora, più che mai, il Comune di Camerota ai propri cittadini, in termini di impegno, organizzazione, soluzione dei problemi, per gli stessi motivi, per cui non potrà, forse, avere giustificazione chi porrà tale condizione in essere.












