Dopo mesi di attesa, Alberto Trentini e Mario Burlò, due cittadini italiani detenuti in Venezuela da oltre un anno, sono stati liberati e sono rientrati in Italia. Lo hanno annunciato nelle ultime ore le autorità italiane, con grande sollievo di famiglie, istituzioni e opinione pubblica.
«Abbiamo ancora 42 italo-venezuelani detenuti, quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. Tra questi, quelli politici sono 24, e adesso lavoriamo per fare in modo che vengano liberati», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, durante la conferenza stampa alla Farnesina sul rilascio del cooperante Alberto Trentini. «Sono fiero di guidare questo ministero e di avere donne e uomini, sia personale diplomatico che non diplomatico, che nei momenti di difficoltà dà il meglio di sé stesso per proteggere i cittadini italiani all’estero».
Il contesto: una ondata di liberazioni e tensioni politiche
La scarcerazione dei due connazionali arriva nel quadro di una più ampia fase di rilascio di detenuti politici in Venezuela, iniziata nei giorni scorsi. Secondo le autorità di Caracas sono stati liberati numerosi prigionieri, inclusi alcuni cittadini stranieri, in un gesto definito di “consolidamento della pace” dopo mesi di pressione internazionale.
Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani e Ong locali sottolineano che il numero reale di liberati potrebbe essere ben inferiore alle dichiarazioni ufficiali e che ancora molte centinaia di prigionieri politici restano dietro le sbarre, in strutture come l’infame carcere di El Helicoide, noto per condizioni durissime.
Quanti sono ancora detenuti?
Secondo dati recenti diffusi dalle istituzioni italiane, in Venezuela restano ancora detenuti almeno 42 cittadini tra italiani e italo-venezuelani, di cui circa 24 considerati prigionieri politici.
Questi numeri riflettono una situazione complessa: molti dei detenuti sono accusati di reati legati alla ribellione o alla sovversione dell’ordine costituzionale, mentre altri avrebbero subito arresti senza accuse formali solide. Le famiglie e le associazioni italiane di supporto chiedono da tempo trasparenza e garanzie sul rispetto dei diritti umani.
Diplomazia e prospettive future
La liberazione degli italiani è stata possibile grazie a un intenso lavoro diplomatico portato avanti da Roma e alle interlocuzioni con le autorità venezuelane, anche in coordinamento con partner internazionali. Secondo Tajani, l’Italia intende inoltre rafforzare i rapporti diplomatici ufficiali con Caracas, elevando la rappresentanza da incaricato d’affari ad ambasciatore, come segnale di una nuova fase di dialogo. Nonostante le recenti scarcerazioni, la situazione politica in Venezuela resta fragile e sotto scrutinio internazionale, con tensioni tra opposizione e governo, preoccupazioni sui diritti civili e pressioni per un processo di riforme democratiche.


