16 Gennaio 2026

Dimissioni del sindaco di Salerno, Aliberti chiede l’intervento della procura

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Dimissioni del sindaco di Salerno, Aliberti chiede l’intervento della procura

Le dimissioni del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e la conseguente decadenza dalla carica di presidente della Provincia continuano ad alimentare un acceso dibattito politico, con l’opposizione che denuncia un’operazione costruita a tavolino e chiede l’intervento delle istituzioni dello Stato. Al centro delle polemiche, le modalità e le tempistiche di una decisione che, secondo i critici, non risponderebbe a ragioni amministrative ma a un preciso disegno politico.

A intervenire duramente è il capogruppo provinciale di Forza Italia, Lega e Noi Moderati Pasquale Aliberti, che parla di una vicenda di estrema gravità sotto il profilo democratico e istituzionale.

““Le dimissioni del Sindaco di Salerno sono una grave offesa alla democrazia, un attacco diretto alla volontà popolare. Rappresentano un fatto di estrema gravità politica e istituzionale. Non siamo di fronte a una scelta libera e responsabile, ma a dimissioni imposte, annunciate e costruite da mesi, come dimostrano gli articoli pubblicati agli organi di stampa ben prima dell’atto formale. Una decisione a tavolino dopo la fine della presidenza regionale di De Luca. Un disegno politico preciso: liberare spazi istituzionali per consentire il suo ritorno alla guida del Comune di Salerno.

Per cui la nomina del consigliere provinciale Guzzo a Vicepresidente nel primo consiglio e in concomitanza con la proclamazione degli eletti appare oggi come il preludio evidente delle dimissioni, una strategia già scritta. È doveroso ribadirlo con forza: un sindaco può dimettersi per impossibilità oggettiva a governare, non certo per imposizione politica. Per questi motivi è opportuno l’intervento immediato del Ministero dell’Interno, del Prefetto e della Procura della Repubblica affinché venga fatta piena luce su una vicenda che rischia di diventare un precedente pericoloso per la democrazia locale e nazionale. Le istituzioni non sono proprietà di nessuno””.

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