“Cibo vero” come bussola per orientare le scelte a tavola. È questo il messaggio chiave delle nuove linee guida alimentari presentate dall’amministrazione Trump, un aggiornamento delle precedenti raccomandazioni che punta a imprimere una svolta nelle abitudini alimentari degli americani.
A sottolineare il cambio di passo è stato il segretario alla Salute, Robert Kennedy Jr., che in una nota ha parlato di un ritorno alle basi dell’alimentazione: al centro della dieta dovrebbero tornare alimenti semplici e poco lavorati, ricchi di nutrienti essenziali come proteine, latticini, verdura, frutta, grassi “buoni” e cereali integrali, riducendo in modo netto il consumo di prodotti industriali altamente trasformati.
Il segnale più immediato della discontinuità è anche grafico. La nuova piramide alimentare si presenta infatti capovolta rispetto allo schema tradizionale, una scelta dichiaratamente simbolica per rappresentare la volontà di ribaltare approcci e priorità del passato.
Sul piano dei contenuti, il cambiamento più rilevante riguarda il ruolo attribuito alle proteine. Le nuove indicazioni mettono fine a quella che viene definita una lunga “diffidenza” verso questi nutrienti, invitando a considerarli centrali in ogni pasto. Le proteine, sia di origine animale sia vegetale, vengono descritte come fondamentali per una dieta equilibrata, con un apporto giornaliero consigliato compreso tra 0,54 e 0,73 grammi per libbra di peso corporeo.
Viene rivista anche la posizione sui grassi, che non sono più indicati come un nemico da evitare. Al contrario, i grassi presenti naturalmente in alimenti come carne, pesce, latticini, frutta secca, olive e avocado sono riconosciuti per il loro contributo alla salute del cervello, all’equilibrio ormonale e all’assorbimento dei nutrienti, purché consumati nella loro forma non industriale.
Restano sostanzialmente invariate le raccomandazioni su frutta e verdura, con la conferma di cinque porzioni al giorno, di cui due di frutta e tre di verdure. Cambia invece la collocazione dei carboidrati, che scivolano verso la parte bassa della piramide tra gli alimenti da limitare. I cereali integrali restano ammessi, con un consumo suggerito tra due e quattro porzioni quotidiane, mentre quelli raffinati vengono esplicitamente sconsigliati.
Linea dura, infine, su zuccheri aggiunti e alimenti ultra-processati. Le nuove linee guida indicano chiaramente che gli zuccheri aggiunti non rientrano in un’alimentazione sana e invitano ad evitarli del tutto, così come i prodotti industriali ad alta trasformazione, considerati incompatibili con l’idea di “cibo vero” che ispira l’intero documento.
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