C’è una malattia che spesso arriva in silenzio, camuffata da vecchiaia. All’inizio si manifesta in gesti piccoli, quasi invisibili: un passo più corto, un equilibrio leggermente incerto, la sensazione di trascinare i piedi sul pavimento. Poi arrivano le difficoltà a concentrarsi, la memoria che vacilla, piccoli episodi di incontinenza. Sintomi comuni, soprattutto dopo una certa età, ma che possono cambiare la vita senza che nessuno se ne accorga.
Nei borghi del Cilento, con le loro stradine in pietra e le piazzette affacciate sul mare, molti anziani vivono una quotidianità attiva. Eppure, quando compaiono questi segnali, vengono spesso considerati parte naturale dell’invecchiamento, un dettaglio normale della longevità locale. E invece, dietro questo quadro, si nasconde una malattia precisa: l’idrocefalo normoteso.
Descritta per la prima volta negli anni Sessanta dal neurochirurgo colombiano Salomón Hakim, colpisce principalmente chi ha superato i 60 anni. A differenza dell’idrocefalo classico, la pressione del liquido cerebrospinale resta normale o solo leggermente aumentata, rendendo la diagnosi più difficile.
Il liquido cerebrospinale, che normalmente protegge e nutre il cervello, in questa patologia non viene riassorbito correttamente. Si accumula negli spazi endocerebrali chiamati ventricoli, che si dilatano lentamente comprimendo le strutture circostanti. I sintomi principali sono tre: disturbo della marcia, declino cognitivo e incontinenza urinaria.
Il disturbo della marcia è spesso il primo segnale. Chi ne soffre racconta di avere i piedi “incollati al pavimento”, di sentirsi bloccato nei movimenti, come se ogni passo richiedesse uno sforzo invisibile. Nei borghi del Cilento, dove le strade salgono tra le colline e le piazze sono lontane, questi piccoli ostacoli quotidiani possono diventare un muro. Il declino cognitivo può ricordare una demenza, ma più che la memoria, risultano compromesse l’attenzione e la capacità di organizzare le azioni. L’incontinenza urinaria, spesso il sintomo più imbarazzante, può far sentire isolati pazienti e famiglie, aggiungendo timore e frustrazione alla solitudine.
La somiglianza con altre patologie legate all’invecchiamento porta spesso a diagnosi errate o tardive. Non è raro che l’idrocefalo normoteso venga confuso con il Parkinson o l’Alzheimer. Per questo, l’attenzione dei medici di base e la collaborazione con neurochirurghi diventano essenziali.
La diagnosi si basa su valutazioni cliniche e strumenti come risonanza magnetica o TAC, che mostrano la dilatazione degli spazi endocerebrali chiamati ventricoli. A questi si aggiungono test neuropsicologici e valutazioni della deambulazione. Un passaggio cruciale è la “tap test”, una puntura lombare con rimozione di liquido cerebrospinale: un miglioramento temporaneo dei sintomi può suggerire una possibile risposta al trattamento.
Il trattamento, quando indicato, è chirurgico con impianto di shunt ventricolo-peritoneale. Non sempre è possibile intervenire: età, condizioni generali e altre patologie richiedono una valutazione caso per caso, spesso in centri specialistici regionali. Tuttavia, esistono racconti clinici di miglioramenti concreti: pazienti che tornano a camminare con sicurezza, recuperano autonomia e partecipazione alla vita familiare, e famiglie che ritrovano dialogo e quotidianità. Questi racconti, anche se individuali, portano speranza e dimostrano l’importanza della diagnosi precoce.
In un territorio come il Cilento, dove le famiglie vivono vicine e la vita sociale si intreccia con il paesaggio, la consapevolezza di questa malattia e dei percorsi possibili può fare davvero la differenza. Invecchiare non significa rinunciare a capire, diagnosticare e, quando possibile, curare. Non tutto ciò che sembra età lo è davvero.
Per approfondire: studi clinici e fonti scientifiche di riferimento
• Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Idrocefalo normoteso: diagnosi e trattamento. Materiali divulgativi sulle patologie neurologiche dell’età avanzata.
• Ministero della Salute – Le demenze e i disturbi cognitivi nell’anziano. Documenti chiari per distinguere l’idrocefalo normoteso da altre forme di decadimento cognitivo.
• Regione Campania – ASL Salerno – Servizi di neurologia e neurochirurgia per l’anziano. Percorsi di presa in carico, particolarmente utili per il Cilento.
• *Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – Studi sulla longevità. Pubblicazioni divulgative su invecchiamento, qualità della vita e salute nelle popolazioni locali.
• Associazione Italiana Idrocefalo e Spina Bifida (AIASB) – Idrocefalo normoteso dell’adulto: informazioni per pazienti e familiari. Materiale chiaro e accessibile, con testimonianze e indicazioni pratiche.


