Massascusa di Ceraso continua a custodire, con discrezione e commozione, il ricordo della piccola Azzurra, la bambina di sei anni scomparsa nel novembre 2025 dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro una malattia rara e aggressiva. Una storia che ha profondamente segnato l’intera comunità cilentana e che oggi torna a parlare, non più solo di sofferenza, ma anche di speranza e solidarietà.
Per tre anni Azzurra ha affrontato un percorso clinico complesso, sostenuta dall’amore instancabile dei suoi genitori, Antonio e Angela, e di tutta la famiglia. Il papà, per lavoro a Modena, era stato accanto alla figlia nelle prime fasi delle cure iniziate in Emilia. Da lì, il lungo viaggio della speranza: l’ospedale Gaslini di Genova, il Bambin Gesù di Roma, fino all’ospedale Pausilipon di Napoli, struttura specializzata che ha accompagnato Azzurra nell’ultimo tratto della sua lotta.
La sua storia aveva commosso tutti: una bambina dolce e luminosa, capace di affrontare prove enormi per la sua età con un sorriso diventato simbolo di forza e amore. Dopo la sua scomparsa, nel silenzio composto del lutto, i genitori hanno scelto una strada difficile e straordinaria allo stesso tempo: trasformare un dolore inenarrabile in un gesto concreto di solidarietà.
Nei giorni scorsi, sulla pagina ufficiale della Santobono Pausilipon Fondazione di Napoli, è apparso un messaggio che racconta questa scelta con parole semplici ma potentissime. Antonio e Angela hanno promosso una raccolta fondi in memoria della loro bambina, riuscendo a donare 13.359 euro all’Alma Mater, un reparto e un luogo “difficile e speciale”, dedicato ai bambini che continuano a lottare per la propria guarigione.
Un risultato reso possibile dal sostegno di una comunità ampia e generosa fatta di parenti, amici e cittadini che non hanno voltato lo sguardo altrove. Un gesto che la Fondazione ha definito “di bellezza e di vera solidarietà”, capace di restituire dignità e amore anche al momento più difficile nella vita di una persona.
Nel messaggio di ringraziamento vengono citati anche la Camera civile di Nola e Giuseppe Monda, per il supporto offerto alla causa. Ma, soprattutto, resta il valore umano di una scelta che va oltre ogni parola: quella di fare del ricordo di Azzurra una carezza per altri bambini e per altre famiglie.
Azzurra non c’è più, ma continua a esserci. Nel cuore di chi l’ha amata e in ogni gesto che, nel suo nome, prova a rendere il dolore un po’ meno buio e il futuro un po’ più umano.



