30 Gennaio 2026

Camerota, il mare torna a minacciare la strada: pietre e detriti sull’asfalto

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Camerota, il mare torna a minacciare la strada: pietre e detriti sull’asfalto

Il mare grosso torna a farsi sentire lungo uno dei tratti più fragili della costa cilentana. Nella notte appena trascorsa, la strada regionale 562, che costeggia la spiaggia del Mingardo in località Cala del Cefalo, è stata nuovamente interessata da un episodio di erosione e dissesto, con pietre e detriti trascinati dalle onde sulla carreggiata.

Le immagini scattate alle prime luci dell’alba mostrano chiaramente il risultato della mareggiata: pietrame sparso sull’asfalto, fango, piccoli crolli laterali dove già in passato sono stati effettuati interventi di messa in sicurezza. Una situazione che ha reso necessario l’intervento immediato dei tecnici, della polizia municipale e degli operai.

Non si tratta di un episodio isolato. La regionale 562 è da anni sotto costante minaccia dell’erosione costiera e delle frane, in un tratto in cui la strada corre a pochi metri dal mare e alla base di versanti rocciosi particolarmente instabili. Nel tempo sono stati realizzati interventi di protezione e consolidamento, ma le mareggiate più intense continuano a mettere in crisi un’infrastruttura che resta strutturalmente vulnerabile.

Il problema, tuttavia, non è soltanto ambientale. La 562 rappresenta una arteria strategica per il Comune di Camerota e per l’intero comprensorio del basso Cilento. È una strada fondamentale per l’economia locale, perché collega Marina di Camerota alle principali direttrici turistiche, ma soprattutto per la sicurezza e i servizi essenziali: da qui passano i collegamenti verso gli ospedali, le scuole, la stazione ferroviaria e l’uscita della SS 18 Cilentana, asse viario principale del territorio.

Ogni nuova mareggiata riporta dunque alla luce una criticità che va oltre l’emergenza contingente. La regionale 562 è una strada che non può permettersi chiusure prolungate né soluzioni temporanee, perché il suo blocco avrebbe conseguenze immediate sulla mobilità, sull’assistenza sanitaria, sull’istruzione e sull’economia di un’area che vive di turismo e servizi.

L’ennesimo episodio di questa notte riaccende così il dibattito sulla necessità di interventi strutturali definitivi e di una strategia di lungo periodo per la difesa della costa e della viabilità. Perché, come dimostrano i detriti finiti sull’asfalto, il problema non è se il mare tornerà a farsi sentire, ma quando. E con quali effetti su una strada che resta, ancora oggi, una delle più esposte e indispensabili del Cilento.

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