6 Febbraio 2026

Morte del 19enne al San Luca, la Procura indaga sull’iter clinico: due medici indagati

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Morte del 19enne al San Luca, la Procura indaga sull’iter clinico: due medici indagati

Prosegue l’inchiesta della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania sulla morte di Noah Amyin Conti, il giovane di 19 anni originario di Capaccio Paestum deceduto il 30 gennaio 2026 all’ospedale “San Luca”. Nell’ambito delle verifiche giudiziarie, due medici sono stati iscritti nel registro degli indagati, un atto ritenuto necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti tecnici irripetibili.

L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Luigi Spedalieri, mira a ricostruire con precisione l’intera sequenza clinica che ha preceduto il decesso del ragazzo. Un passaggio centrale sarà rappresentato dall’esame autoptico, già disposto e ritenuto determinante per individuare le cause della morte e accertare l’eventuale sussistenza di responsabilità.

Secondo quanto emerso, la vicenda avrebbe avuto inizio il 20 dicembre 2025, quando il giovane avrebbe manifestato un disturbo a un occhio. Dopo una prima valutazione specialistica a Capaccio Paestum, gli sarebbero stati suggeriti ulteriori controlli in ambito ospedaliero. Nella stessa giornata Noah venne ricoverato presso il presidio di Vallo della Lucania, da dove fu dimesso due giorni dopo, il 22 dicembre, con l’indicazione di rientrare per nuovi controlli il 7 gennaio 2026.

Nei giorni successivi, tuttavia, il quadro clinico si sarebbe aggravato improvvisamente, rendendo necessario un nuovo ricovero e il trasferimento del paziente in rianimazione. Durante questa seconda fase di degenza, i sanitari disposero un intervento chirurgico al cervello, al termine del quale i familiari sarebbero stati informati dell’esito positivo dell’operazione. Nonostante ciò, le condizioni del giovane continuarono a peggiorare fino al tragico epilogo.

I familiari hanno presentato una denuncia-querela ipotizzando il reato di omicidio colposo in ambito sanitario, chiedendo alla magistratura di verificare eventuali profili di negligenza, imprudenza o imperizia, con particolare attenzione alla gestione delle dimissioni e alla successiva evoluzione clinica.

Tra le attività investigative già disposte figurano il sequestro della cartella clinica, della documentazione sanitaria e la conservazione dei campioni biologici necessari agli approfondimenti medico-legali. Le indagini sono tuttora in corso e la posizione dei due medici resta al vaglio degli inquirenti, in attesa degli esiti dell’autopsia che dovrà chiarire l’eventuale nesso causale tra le cure prestate e la morte del giovane.

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