8 Febbraio 2026

Sarno, veglia nella salumeria di Gaetano Russo. La figlia accusa: «Voleva uccidere anche noi»

| di
Sarno, veglia nella salumeria di Gaetano Russo. La figlia accusa: «Voleva uccidere anche noi»

La salumeria-panificio di Gaetano Russo si è trasformata in un luogo di raccoglimento. Tra candele, fiori e messaggi lasciati sul bancone, amici e cittadini hanno partecipato a una veglia in memoria del 61enne ucciso mentre tentava di proteggere la figlia. Un momento di condivisione silenziosa con la moglie e i figli, segnato da un appello corale: «Vogliamo giustizia. Ergastolo. Non deve più uscire dal carcere».

Per l’omicidio è fermato Andrea Sirica, 34 anni, che durante l’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nocera Inferiore si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’aggressione non si sarebbe fermata al titolare dell’esercizio: Cristina, 19 anni, ha dichiarato che Sirica avrebbe tentato di uccidere anche lei e la madre, rivolgendo poi minacce di morte alla sorella Maria Angela.

«Ha ucciso mio padre davanti ai miei occhi. È morto per salvarmi — ha raccontato Cristina —. Il suo assassino voleva uccidere anche me e mia mamma. Ho provato a fermarlo mentre colpiva papà, ma non ci sono riuscita. Era lucidissimo: è entrato, mi ha chiesto di staccare tutte le connessioni e ha chiamato per nome me e mio padre».

Se confermate da riscontri, queste dichiarazioni potrebbero ampliare il quadro accusatorio. A carico di Sirica l’inchiesta ipotizza omicidio aggravato — per particolare crudeltà e per motivi abietti e futili — oltre alla resistenza a pubblico ufficiale contestata al momento dell’arresto. Un contributo decisivo è atteso dall’autopsia, chiamata a chiarire numero e profondità delle coltellate, elementi rilevanti per valutare l’aggravante dell’efferatezza. Gli inquirenti disporrebbero inoltre di immagini nitide provenienti da più sistemi di videosorveglianza.

La ricostruzione colloca il delitto nella notte tra il 2 e il 3 febbraio. Sirica avrebbe raggiunto piazza Sabotino, suonando al citofono dell’attività di alimentari e panificio. Russo aveva appena terminato il lavoro in laboratorio e si apprestava a chiudere per rientrare a casa, al piano superiore. Alla porta si è avvicinata la figlia, che ha aperto: un gesto di accoglienza abituale verso un uomo descritto come problematico, che il commerciante aiutava offrendogli un pasto caldo. Da lì l’escalation: urla contro la ragazza, la richiesta di disattivare le telecamere, quindi l’intervento del padre per difenderla e invitarlo ad andarsene. A quel punto, secondo gli atti, Sirica avrebbe afferrato un coltello dal bancone e si sarebbe scagliato contro Russo, senza lasciargli scampo.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata