8 Febbraio 2026

Drone carico di droga e cellulari intercettato nel carcere di Fuorni: nuovo tentativo sventato all’alba

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Drone carico di droga e cellulari intercettato nel carcere di Fuorni: nuovo tentativo sventato all’alba

Un nuovo tentativo di introduzione illecita di stupefacenti e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Fuorni è stato bloccato nelle prime ore di ieri mattina. Intorno alle 6, il personale di sorveglianza impegnato nel controllo del perimetro interno ha individuato un drone in volo, utilizzato per trasportare un pacco sospeso a una lunga lenza.

Il carico, destinato al circuito clandestino interno, non è riuscito a raggiungere i destinatari. La lenza si è infatti impigliata sui tetti dell’istituto e un agente è riuscito a raggiungerla, bloccando il velivolo prima che potesse sganciare il pacco.

All’interno dell’involucro sono stati rinvenuti stupefacenti di varia tipologia e telefoni cellulari, materiale che avrebbe alimentato il mercato illegale dietro le sbarre. L’episodio ricalca dinamiche già registrate nei mesi scorsi e segnalate più volte dall’Osapp, anche attraverso il consigliere nazionale Emilio Fattorello.

Un precedente significativo risale alla vigilia di Ferragosto, quando un altro drone venne intercettato all’interno della recinzione con un carico particolarmente consistente: 400 grammi di hashish, 200 grammi tra cocaina e crack e numerose schede sim. Secondo quanto riferito dal personale, gli avvistamenti di droni sopra il penitenziario sarebbero ormai frequenti, a testimonianza di un sistema di rifornimento organizzato.

Le modalità di introduzione della droga non si limiterebbero alle consegne dall’alto. Il 5 febbraio scorso, infatti, all’interno dell’istituto sono stati scoperti circa 100 grammi di hashish e 20 grammi di cocaina nascosti in un deposito utilizzato da detenuti lavoranti con libertà di movimento, un elemento che rafforza l’ipotesi di una rete interna capace di gestire stoccaggio e distribuzione.

Il tentativo sventato nelle ultime ore si inserisce in una sequenza di criticità che negli ultimi mesi ha fatto emergere un quadro definito preoccupante dai sindacati della polizia penitenziaria: droni carichi di droga, cellulari nelle celle, sostanze introdotte durante i colloqui, oltre a aggressioni al personale sanitario e agli agenti, proteste e tensioni nelle sezioni detentive.

A incidere in modo determinante, secondo l’Osapp, sono soprattutto i dati strutturali. Nella casa circondariale di Salerno sono presenti circa 600 detenuti a fronte di una capienza di 390 posti, mentre la carenza di organico della polizia penitenziaria è stimata in circa quaranta unità. Una condizione che, unita alla complessità dei circuiti detentivi e alla presenza di soggetti legati alla criminalità organizzata, rende la gestione quotidiana sempre più complessa.

Nonostante le difficoltà, il personale continua a garantire controlli, sequestri e interventi. Resta però il timore, più volte espresso dalle sigle sindacali, che senza interventi strutturali su organici, tecnologie e sicurezza, il carcere di Fuorni possa rimanere esposto a tentativi di infiltrazione sempre più sofisticati.

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