È diventata definitiva la confisca di importanti reperti archeologici detenuti illegalmente da un imprenditore, eseguita nella mattinata di venerdì 6 febbraio dai militari del Guardia di Finanza di Salerno. Il provvedimento è stato disposto dalla Corte di Appello di Salerno e riguarda manufatti di primario interesse storico e archeologico.
Il materiale confiscato comprende una lekythos e un’olpetta databili tra il III e il IV secolo a.C., tre anforette miniaturistiche risalenti al VII-VI secolo a.C., un’oinochoe con decorazioni geometriche del VI secolo a.C. e un’anfora da trasporto di epoca romana alta 93 centimetri.
I reperti erano già stati sottoposti a sequestro in una precedente attività condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, nell’ambito di indagini delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Il detentore non ha saputo dimostrare la legittima provenienza dei beni, risultando privo di qualsiasi titolo valido di possesso.
Con la decisione della Corte, i manufatti sono stati consegnati in via definitiva alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, passaggio formalizzato nella giornata odierna.
I reperti, ora rientrati nel patrimonio dello Stato, andranno ad arricchire le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, sito rientrante tra quelli gestiti dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Campania.
L’operazione conferma l’impegno costante della Guardia di Finanza nella tutela della legalità e nella salvaguardia del patrimonio culturale, evidenziando al tempo stesso l’importanza della collaborazione tra istituzioni nel contrasto ai traffici illeciti e nella valorizzazione dei beni archeologici.




