Comprare una barca usata può rappresentare un’opportunità interessante: prezzi più accessibili, disponibilità immediata, modelli ancora molto richiesti sul mercato. Ma nel settore nautico l’entusiasmo deve lasciare spazio alla verifica tecnica. Una valutazione superficiale può trasformare l’affare in un investimento oneroso.
Ecco cosa controllare prima di firmare.
Documenti e regolarità: il primo controllo è burocratico
Prima di salire a bordo è necessario verificare:
- titolo di proprietà
- iscrizione nei registri (per imbarcazioni oltre i 10 metri)
- licenza di navigazione
- certificato di sicurezza
- assenza di ipoteche o gravami
- marcatura CE e categoria di progettazione
Un passaggio di proprietà irregolare o una barca con contenziosi può trasformare un sogno in un problema legale.
Un controllo preliminare può essere svolto con l’assistenza di un broker nautico o di un consulente esperto in pratiche marittime.
Scafo e struttura: l’analisi che non si vede
Lo scafo è l’elemento più delicato. Bisogna verificare:
- Presenza di osmosi (nelle barche in vetroresina)
- Crepe o riparazioni strutturali
- Stato della chiglia
- Eventuali infiltrazioni
- Condizioni del ponte e delle zone calpestabili
Molti difetti non sono visibili a occhio nudo. Per questo è fondamentale incaricare un perito nautico indipendente per una perizia pre-acquisto. Il costo è contenuto rispetto al valore dell’imbarcazione e può evitare spese impreviste molto più elevate.
Motore e impianti: il cuore tecnico della barca
Un motore ben tenuto può fare la differenza sul valore reale dell’imbarcazione.
Da controllare:
- Ore di moto effettive
- Manutenzione certificata
- Stato di filtri, pompe, cinghie
- Sistema di raffreddamento
- Impianto elettrico e batterie
- Serbatoi e impianto carburante
La prova in mare è imprescindibile. Non basta accendere il motore in banchina: serve verificarne comportamento, vibrazioni, rumorosità e risposta in navigazione.
Qui il supporto di un meccanico navale di fiducia è determinante.
Interni, coperta e dotazioni
Anche gli aspetti apparentemente estetici raccontano molto della cura ricevuta:
- Stato di tappezzerie e cuscineria
- Presenza di umidità o muffe
- Funzionamento di wc marino e impianti idraulici
- Strumentazione elettronica (GPS, ecoscandaglio, VHF)
- Dotazioni di sicurezza aggiornate
Una barca trascurata negli interni spesso nasconde manutenzioni superficiali anche nelle parti tecniche.
Quanto costa davvero mantenerla
Il prezzo di acquisto è solo l’inizio. Occorre valutare:
- Posto barca
- Assicurazione
- Rimessaggio
- Manutenzione ordinaria e straordinaria
- Antivegetativa annuale
- Consumi
Una barca di 10 metri può avere costi di gestione molto diversi rispetto a un 7 metri, anche a parità di stato.
Perché la perizia è l’investimento più intelligente
Nel mercato dell’usato la figura del perito nautico indipendente può fare la differenza tra un acquisto consapevole e un errore costoso.
Cosa fa concretamente
Il perito:
- esamina scafo, strutture e impianti
- utilizza strumenti tecnici per rilevare umidità o anomalie
- verifica eventuali danni nascosti o riparazioni non dichiarate
- redige una relazione scritta sullo stato dell’imbarcazione
- stima il valore reale di mercato
Perché è una tutela
Una perizia scritta diventa documento tecnico ufficiale.
Può essere utile:
- per rinegoziare il prezzo
- per stipulare un’assicurazione corpi
- in caso di contenziosi per vizi occulti
Quanto costa
Indicativamente tra 500 e 1.500 euro, a seconda della dimensione e complessità dell’imbarcazione. Una cifra contenuta se rapportata ai possibili costi di interventi strutturali.
Regola d’oro: il perito deve essere scelto dall’acquirente e non dal venditore, per garantire reale indipendenza.
Nessuna fretta, il mare non perdona
Nel mercato dell’usato le occasioni esistono, ma una barca va vista, ispezionata e provata con attenzione. La verifica tecnica non è un costo accessorio: è il primo vero investimento in sicurezza.




