11 Febbraio 2026
11 Febbraio 2026

Alligatore a Capaccio Paestum, spunta ipotesi IA: esche mangiate ma il “giallo” resta aperto

| di
Alligatore a Capaccio Paestum, spunta ipotesi IA: esche mangiate ma il “giallo” resta aperto

A due giorni dal presunto avvistamento nel canale consortile della piana di Paestum, del rettile non c’è traccia. L’ondata iniziale di allarme si è progressivamente sgonfiata e, con il passare delle ore, lo scenario si è spostato dal terreno della zoologia a quello dell’analisi digitale.

Le autorità, partite con un atteggiamento prudente, parlano ora apertamente di verifiche sull’“autenticità dello scatto originale”, lasciando spazio anche alla possibilità che si tratti di un fotomontaggio. L’attenzione si concentra soprattutto sulla fotografia che ha innescato la mobilitazione: l’autore non si è mai fatto avanti e il file originario sarebbe transitato tra gruppi WhatsApp prima di approdare sui social, senza che nessuno ne rivendicasse con certezza la paternità.

Un vuoto che alimenta il sospetto che l’animale possa essere frutto di un software di editing più che di un improbabile approdo dalle paludi americane. Intanto la rete ha ribaltato la narrazione: l’ironia ha preso il posto della paura. Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale e di Photoshop, l’alligatore è stato riprodotto in decine di versioni parodistiche, ritratto sui divani delle abitazioni locali, nelle buche stradali come un singolare vigile urbano, fino a diventare testimonial improvvisato di attività e prodotti del territorio.

Per molti utenti il rettile è ormai una mascotte digitale, simbolo della capacità di Paestum di sorridere anche delle proprie “bufale”, questa volta non casearie.

Resta però un elemento che mantiene aperta una finestra di dubbio. Le esche collocate nel canale dagli uomini del WWF risultano effettivamente consumate. Un segnale che potrebbe suggerire la presenza di un predatore, ma che non esclude l’intervento di nutrie o di altra fauna selvatica che popola stabilmente l’area compresa tra Laura e Gromola.

Con i droni che rientrano e la curiosità dei residenti in calo lungo le sponde, la domanda resta sospesa: è stato davvero un coccodrillo a nutrirsi o si è trattato di un semplice pasto gratuito per gli animali del posto? Il caso, tra verifiche tecniche e ironia social, rimane aperto.

Consigliati per te

©Riproduzione riservata