Il dissesto idrogeologico torna a far paura in provincia di Salerno, con il Cilento tra le aree maggiormente colpite. Frane, smottamenti e distacchi di massi stanno interessando diversi comuni, riaccendendo l’allarme sulla fragilità del territorio e sulla carenza di interventi strutturali di prevenzione.
A Torraca, una vasta frana minaccia il piazzale antistante il Santuario dei Cordici, creando apprensione tra residenti e amministratori locali. La situazione viene monitorata con attenzione, mentre si valutano eventuali misure di sicurezza per evitare rischi alla pubblica incolumità.
Criticità diffuse anche nel comune di Camerota, dove si registrano frane e smottamenti su più punti del territorio. Particolarmente delicata la condizione dell’arteria che collega Camerota capoluogo alla frazione di Lentiscosa: l’ipotesi di una possibile interdizione della strada preoccupa cittadini e amministrazione, considerata l’importanza del collegamento per la viabilità locale.

Momenti di paura anche sulla strada che conduce al porto di Palinuro, dove un grosso masso si è improvvisamente staccato dalla parete rocciosa sovrastante la carreggiata. Solo per circostanze favorevoli si è evitata la tragedia.
A Castel San Lorenzo, invece, una famiglia è stata costretta a lasciare la propria abitazione a causa di una frana che minaccia direttamente l’edificio. L’area è sotto osservazione per verificare l’evoluzione del movimento franoso.
Interventi e sopralluoghi si sono resi necessari anche a Giungano, dove i vigili del fuoco e il sindaco hanno raggiunto una zona interessata da un movimento franoso che desta forte preoccupazione.
Il quadro complessivo conferma una vulnerabilità diffusa del territorio provinciale. Alla base dell’emergenza, denunciano molti amministratori locali, vi è una cronica insufficienza di fondi destinati alla prevenzione e alla messa in sicurezza. I sindaci, spesso con strumenti limitati e risorse esigue, si trovano a fronteggiare situazioni complesse, intervenendo quasi esclusivamente in fase emergenziale.
Il dissesto idrogeologico, ancora una volta, mette in evidenza la necessità di un piano strutturale e duraturo che consenta di passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione concreta, prima che si verifichino conseguenze più gravi.




