13 Febbraio 2026
13 Febbraio 2026

Euro digitale, il Parlamento UE sblocca lo stallo. Tridico (M5S): «Ora si accelera»

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Euro digitale, il Parlamento UE sblocca lo stallo. Tridico (M5S): «Ora si accelera»

Il Parlamento europeo si è espresso sull’euro digitale, approvando a larga maggioranza due emendamenti inseriti nella risoluzione annuale sull’attività della Banca centrale europea. Un passaggio non legislativo, ma politicamente significativo, che misura gli equilibri e la volontà dell’Aula di sostenere il progetto della moneta digitale europea.

I due testi, presentati con prima firma dell’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico e sottoscritti trasversalmente da esponenti di Socialisti e Democratici, Renew, Verdi, Sinistra e da una parte del Partito Popolare Europeo, hanno ottenuto un ampio consenso.

L’emendamento che definisce l’euro digitale uno strumento “essenziale” per rafforzare la sovranità europea nei pagamenti, in un contesto segnato da instabilità geopolitica e dalla forte dipendenza da infrastrutture extra-Ue, è stato approvato con 438 voti favorevoli, 158 contrari e 44 astensioni. Il secondo testo, che richiama la necessità di garantire parità di accesso ai servizi di pagamento e mette in guardia dal rischio di nuove esclusioni se la digitalizzazione fosse lasciata esclusivamente ad attori privati, è passato con 420 voti a favore, 158 contrari e 64 astensioni.

Pur non trattandosi di un voto su un atto normativo, la decisione dell’Eurocamera rappresenta un segnale politico rilevante dopo mesi di rallentamenti e tensioni procedurali sul dossier. L’inserimento degli emendamenti nella relazione annuale sulla Bce ha consentito di far emergere con chiarezza le diverse posizioni in campo.

Nei testi approvati si sottolinea come l’accesso ai pagamenti costituisca una condizione imprescindibile per la piena partecipazione economica. Affidare interamente la trasformazione digitale dei sistemi di pagamento a operatori privati, spesso non europei, potrebbe secondo l’Aula generare nuove forme di esclusione per cittadini ed esercenti.

L’euro digitale viene così delineato come complemento al contante e ai servizi offerti dal settore privato, oltre che come strumento a tutela della sovranità monetaria dell’Unione. Il confronto politico sul tema resta aperto, ma il voto della plenaria segna un passaggio che rafforza la legittimazione politica del progetto.

«Con l’approvazione a larga maggioranza dei due emendamenti, a mia prima firma, al rapporto annuale della Banca centrale europea, il Parlamento europeo ha finalmente sbloccato uno stallo che durava da troppo tempo. Oggi cade ogni alibi per chi ha rallentato il percorso verso l’euro digitale: le scuse sono finite, ora si va avanti con decisione». Dichiara Pasquale Tridico, europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

«L’euro digitale rappresenta uno strumento strategico per rafforzare la sovranità europea, tutelare i cittadini e ridurre la dipendenza da piattaforme private extraeuropee, soprattutto in un contesto internazionale segnato da forti tensioni geopolitiche e da un crescente clima di incertezza. Non si tratta di una semplice innovazione tecnologica, ma di una scelta politica di lungo periodo che mette al centro l’interesse pubblico e la sicurezza economica dell’Unione».

«Il voto dimostra che esiste una maggioranza ampia e trasversale a sostegno di questo progetto, anche oltre gli schieramenti politici tradizionali. Nonostante le resistenze di chi ha provato a ridimensionare il ruolo dell’euro digitale, il Parlamento ha inviato un segnale chiaro: l’Europa non può permettersi di restare indietro mentre il mondo corre verso nuove forme di moneta digitale».

«Continuerò a lavorare affinché il percorso legislativo venga accelerato e affinché l’euro digitale sia uno strumento realmente pubblico, accessibile e sicuro, capace di garantire diritti, trasparenza e autonomia strategica all’Unione europea» conclude Tridico.

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