14 Febbraio 2026
14 Febbraio 2026

Cilento, violenza sessuale su minore: condannato

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Cilento, violenza sessuale su minore: condannato

Un anziano residente nel comune di Capaccio è stato condannato a due anni di reclusione per aver compiuto atti sessuali con un minore in cambio di denaro. La sentenza, frutto di un patteggiamento, è stata emessa dal Tribunale di Salerno e prevede la sospensione condizionale della pena. Questo significa che l’imputato, pur avendo riconosciuto la propria responsabilità, non dovrà scontare la detenzione in carcere, a meno che non commetta ulteriori reati entro un periodo di tempo stabilito dalla legge.

Il percorso giudiziario e la condanna

Il procedimento giudiziario si è concluso con l’applicazione di una delle forme di rito alternativo previste dall’ordinamento italiano, ovvero il patteggiamento. Tale scelta processuale permette all’imputato di concordare la pena con il pubblico ministero, ottenendo solitamente una riduzione della stessa, in cambio di una rinuncia a contestare i fatti e, di conseguenza, a un processo più lungo e complesso. La convalida del patteggiamento da parte dei giudici del Tribunale di Salerno ha reso definitiva la condanna a due anni.

La sospensione della pena è una misura prevista dal codice penale che subordina l’esecuzione della condanna al non commettere ulteriori reati per un determinato lasso di tempo. In questo caso specifico, se l’anziano di Capaccio rispetterà le condizioni imposte dalla legge, la pena detentiva non sarà effettivamente eseguita. Questa disposizione è spesso applicata per condanne ritenute di lieve entità o in situazioni in cui il reo, incensurato o con precedenti minimi, manifesta l’intenzione di non delinquere più, promuovendo così un percorso di riabilitazione sociale piuttosto che di mera punizione.

Le accuse e la protezione dei minori

Le gravi accuse mosse nei confronti dell’imputato riguardavano, come detto, atti sessuali con un minorenne, aggravati dal fatto che le condotte sarebbero state compiute in cambio di denaro. La natura di tali reati è particolarmente seria e rientra tra quelli per cui l’ordinamento giuridico prevede sanzioni severe, mirando a tutelare la persona offesa, la cui vulnerabilità è riconosciuta dalla legge in virtù della minore età. Tali fattispecie criminose rappresentano una profonda violazione dell’integrità psicofisica e morale delle vittime.

La protezione dei minori da abusi e sfruttamento è una priorità assoluta per le istituzioni e la società civile. Episodi come quello avvenuto a Capaccio evidenziano la persistenza di fenomeni criminali che colpiscono i più giovani e richiamano l’importanza di una costante vigilanza, di campagne di sensibilizzazione e di un’azione ferma da parte della giustizia. L’obiettivo è prevenire tali reati e assicurare che chi li commette sia chiamato a risponderne dinanzi alla legge.

Revocato il divieto di dimora

Un ulteriore aspetto della sentenza emessa dai giudici salernitani concerne la revoca del divieto di dimora. Precedentemente, all’anziano era stato imposto di non risiedere nei comuni di Castellabate e Agropoli, probabilmente come misura cautelare durante le fasi preliminari o iniziali del procedimento. Con la conclusione del processo e l’emissione della condanna definitiva, tale restrizione è stata sollevata, permettendo all’uomo di poter tornare a dimorare nelle suddette località, in conformità con le decisioni giudiziarie che hanno ridefinito il suo status legale.

Impatto e prevenzione

Il caso di Capaccio si inserisce in un quadro più ampio di attenzione sui reati contro i minori. La notizia della condanna e della pena sospesa riaccende il dibattito sull’efficacia delle misure di prevenzione e repressione. È fondamentale che la società continui a lavorare per creare ambienti sicuri per i bambini e gli adolescenti, promuovendo la consapevolezza sui rischi e incoraggiando la denuncia di eventuali abusi. La cooperazione tra forze dell’ordine, istituzioni scolastiche, famiglie e associazioni è cruciale per costruire una rete di protezione solida e garantire un futuro sereno alle nuove generazioni. La giustizia, con le sue sentenze, ribadisce l’importanza di tali valori, pur nel rispetto delle garanzie processuali dell’imputato.

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