15 Febbraio 2026
15 Febbraio 2026

Vallo Scalo, +21% di passeggeri: la stazione diventa “il motore dell’area vasta del Cilento”

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Vallo Scalo, +21% di passeggeri: la stazione diventa “il motore dell’area vasta del Cilento”

La notizia pubblicata pochi giorni fa da Trainline sull’incremento del 21% di passeggeri nella stazione ferroviaria di Vallo della Lucania- Castelnuovo, è passata quasi in secondo piano.
Sempre più spesso le buone notizie vengono offuscate dal furore polemista dei media, dalla morbosa ricerca del clamore, facile esca per un’opinione pubblica stordita da polemiche sterili e contrapposizioni personalistiche, senza alcun contenuto.

La forza di questa stazione è quella di trovarsi in una zona strategica, equidistante tra il mare e la montagna, ubicata nel Comune di Casal Velino, al confine con Salento e Castelnuovo ed a cinque minuti da Vallo della Lucania, di cui porta il nome in virtù del suo ruolo storico di capoluogo amministrativo del Cilento.
Quando fu costruita, Vallo della Lucania sembrò tagliata fuori, non essendoci collegamenti viari idonei e ciò rappresentò una sconfitta, con il prevalere dei desiderata del Senatore Talamo, rispetto alle ambizioni di chi la voleva nel territorio vallese.
All’epoca ciò costituì un grave handicap, almeno fino a quando non fu realizzata la strada Cilentana, che ha accorciato notevolmente i tempi di percorrenza.
Infatti, le infrastrutture svolgono anche un ruolo di collante, realizzando quella coesione territoriale, tanto predicata, ma mai realmente perseguita dalla classe politica.
Ma non solo questo: la stazione FS di Vallo Scalo è oggi un vero snodo dai chiari connotati intercomunali.
L’essere stata realizzata in una zona pianeggiante, benchè periferica rispetto agli insediamenti abitativi, con spazi circostanti enormi, l’ha preservata da mire speculative, evitando che venisse soffocata da fabbricati, come è successo altrove, avendo altresì ancora molti terreni intorno, utili per una eventuale espansione dei servizi connessi al trasporto.

Oggi rappresenta un punto vitale, nel cuore della Valle dell’Alento, un asse formidabile dall’enorme potenziale di sviluppo per gli investimenti produttivi, siano essi agricoli, turistici, commerciali ed artigianali.
Una zona omogenea orograficamente, ma che sconta il limite della frammentazione amministrativa, articolandosi tra vari comuni quali Omignano, Salento, Castelnuovo, Casal Velino, Ascea etc.
Lo aveva intuito il compianto avvocato Franco Chirico, lavorando infaticabilmente per decenni alla realizzazione di opere idrauliche stradali, energetiche, turistiche, di bonifica ed all’elaborazione di progetti dalla straordinaria visione territoriale, presiedendo vari Consorzi creati ad hoc. Un’eredità enorme, un patrimonio programmatico di calzante attualità, a cui la classe dirigente dovrebbe attingere quotidianamente.

Infatti, i processi economici corrono più velocemente rispetto a quelli politici e, spesso, cercano spazi dove ci sono, un po’ come l’acqua che scorre lungo i percorsi più fluidi, aggirando o distruggendo ostacoli e barriere.
Le attuali forme amministrative, risultano inadeguate in quanto ristrette dai propri confini comunali e, peggio ancora, dall’esiguo numero di tecnici, dalla scarsità di risorse economiche, dovuta al ridotto gettito fiscale conseguente al basso numero di abitanti e quindi di contribuenti.
Spesso si ignora di come alcune amministrazioni debbano garantire l’igiene, la viabilità, la manutenzione per una serie di presìdi che servono una popolazione, più numerosa di quella residenziale.
Risulta quindi anacronistico restare divisi nella gestione di certi asset pubblici, così come nella pianificazione urbanistica, commerciale, artigianale.
Proprio il concetto di area vasta, disciplinato da strumenti normativi, favorisce la gestione comune di aree omogenee economicamente, per coordinare le iniziative amministrative dei comuni in vari settori.

La sfida per il Cilento è anche questa, mettendo insieme tutte le energie disponibili per gestire al meglio le infrastrutture esistenti con la creazione di aree intercomunali per attrarre investimenti e servizi.
Partendo da un’area di 30 o 40 mila abitanti per ottimizzare risorse, progetti, finanziamenti,
Praticamente scuole, trasporti, aree industriali, impianti sportivi dovrebbero essere tarati su questa base demografica, con una intelligente ripartizione di ruoli, di competenze e di costi.

La vicenda della stazione ferroviaria di Vallo Scalo insegna proprio questo: anche dalle sconfitte storiche nascono delle opportunità.
Una linea ferroviaria disegnata 150 anni fa ha allargato gli orizzonti logistici ed oggi ci rappresenta quali possono essere gli spazi di crescita di una comunità che non può restare ristretta negli angusti confini comunali.
Questo è lo spartiacque tra chi preferisce restare paesanotto e chi immagina una città allargata e lavora per far crescere una identità plurale.

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