In un’Italia dove l’innovazione è spesso concentrata nelle grandi metropoli del Nord, la Campania emerge con un dinamismo sorprendente nel panorama delle tecnologie e delle start-up. Con oltre 1.500 imprese innovative iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese, la regione si posiziona terza in Italia per numero assoluto di start-up innovative, dietro a Lombardia e Lazio, e prima nel Mezzogiorno per crescita del settore.
Un ecosistema in fermento: numeri e prospettive
La vitalità del tessuto innovativo campano non è un fenomeno casuale. Secondo i dati più recenti, la regione ha registrato progressi consistenti soprattutto nel comparto ICT, con oltre 800 start-up digitali e più di 5.300 addetti impiegati nei primi mesi del 2025. Circa un quinto delle start-up locali opera in settori emergenti come intelligenza artificiale, blockchain e data science, mentre il 65% investe direttamente in attività di ricerca e sviluppo.
L’ecosistema dell’innovazione è sostenuto da una rete articolata di incubatori, acceleratori e fab-lab, che offrono spazi, mentoring e servizi per favorire la nascita e la crescita di idee imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico.
I poli tecnologici che trainano lo sviluppo
Un elemento cruciale di questo sviluppo è la presenza di hub tecnologici e centri di competenza che fungono da catalizzatori per start-up e talenti. Tra questi:
Il Polo Tecnologico di San Giovanni a Teduccio dell’Università Federico II di Napoli è uno dei principali punti di riferimento nazionali per competenze digitali e tecnologie avanzate. Qui operano programmi di formazione e specializzazione come la Apple Developer Academy, Digita Academy in collaborazione con Deloitte, e la Cisco Networking Academy. Il polo ospita inoltre laboratori per 5G, cybersecurity e mobilità intelligente, frutto di partnership con aziende come Capgemini, TIM, Accenture e FS.
La Casa delle Tecnologie Emergenti “Infiniti Mondi” inaugurata a Napoli nell’ex Albergo dei Poveri, nasce per stimolare l’innovazione in ambiti come cultura digitale, tecnologie creative e applicazioni 5G. Lo spazio, finanziato anche con fondi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è aperto alle imprese, agli artigiani e ai creativi digitali che vogliono sperimentare tecnologie avanzate.
Questi poli non sono soltanto luoghi fisici, ma generatori di collaborazioni tra mondo accademico, imprese e istituzioni. Favoriscono la nascita di start-up e agevolano l’accesso ai capitali, sia pubblici sia privati, alimentando un circolo virtuoso di idee e nuove imprese.
Dalla ricerca al mercato: opportunità per le start-up
Oltre agli spazi di innovazione, la Regione Campania ha messo in campo linee di finanziamento dedicate alle start-up con l’obiettivo di rafforzare prodotti, processi e servizi innovativi e facilitarne il consolidamento sul mercato. Con l’avviso Campania Startup 2023 sono stati stanziati circa 30 milioni di euro di fondi europei FESR per sostenere la creazione e la crescita di imprese ad alta intensità di conoscenza.
Le aree tecnologiche privilegiate includono soluzioni di intelligenza artificiale, tecnologie per la sicurezza e l’ambiente, applicazioni digitali multimediali e strumenti di controllo avanzato dei dati, riflettendo le principali traiettorie della Strategia regionale di Ricerca e Innovazione (RIS3 Campania).
Eventi e networking: la vetrina dell’innovazione
Manifestazioni come Innovation Village, una delle piattaforme più importanti d’Italia per il confronto sul futuro digitale e l’imprenditorialità, confermano l’importanza crescente della Campania nell’ecosistema nazionale. Qui start-up, aziende e centri di ricerca si confrontano su temi strategici quali l’intelligenza artificiale, la biorobotica e l’economia circolare, dando visibilità a soluzioni tecnologiche all’avanguardia.
Foto: Il Mattino




