25 Febbraio 2026
25 Febbraio 2026

Regno Unito, a scuola si potrà scegliere l’identità di genere: è polemica

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Regno Unito, a scuola si potrà scegliere l’identità di genere: è polemica

Nel Regno Unito si riaccende il dibattito su identità, infanzia e ruolo della scuola. Le nuove linee guida del governo guidato da Keir Starmer aprono infatti alla possibilità, in circostanze definite “rare”, che gli alunni delle scuole elementari possano intraprendere un percorso di “transizione sociale” già a partire dai quattro anni. Una prospettiva che ha immediatamente acceso lo scontro politico e culturale.

Il documento, intitolato Keeping children safe in education 2026, è stato presentato dalla ministra dell’Istruzione Bridget Phillipson con l’obiettivo dichiarato di offrire alle scuole indicazioni pragmatiche su un tema estremamente sensibile. Le linee guida consentirebbero agli studenti, previo confronto con famiglie e specialisti, di utilizzare nomi, pronomi e uniformi coerenti con l’identità di genere percepita, nell’ambito della cosiddetta transizione sociale.

Allo stesso tempo, il testo invita gli istituti a muoversi con prudenza. Gli insegnanti dovranno valutare ogni richiesta con attenzione, tenendo conto che si tratta di percorsi delicati e potenzialmente irreversibili, e mettendo al centro il benessere del minore. Un equilibrio non semplice, che segna comunque una discontinuità rispetto all’approccio dei precedenti governi conservatori, i quali avevano escluso per le scuole primarie l’utilizzo di pronomi diversi da quelli legati al sesso biologico.

Le reazioni non si sono fatte attendere. L’opposizione conservatrice ha parlato di scelta “incredibile”. Laura Trott, responsabile ombra per l’Istruzione, ha criticato duramente l’apertura del governo, sostenendo che bambini così piccoli non dovrebbero essere coinvolti in questioni legate al cambiamento di pronomi o identità. Riserve analoghe sono arrivate anche da Maya Forstater, esponente dell’associazione Sex Matters, che difende il principio del sesso biologico e teme possibili ricadute sul piano educativo e psicologico.

L’esecutivo laburista rivendica di aver recepito le indicazioni contenute nel rapporto redatto nel 2024 dalla pediatra Hilary Cass, già presidente del Royal College of Pediatrics and Child Health. Il documento raccomandava maggiore cautela nell’assistenza ai minori con disforia di genere, sottolineando la necessità di evitare approcci affrettati, in particolare sul piano medico.

Le nuove linee guida, che saranno sottoposte a dieci settimane di consultazione prima dell’entrata in vigore, prevedono inoltre la separazione degli spazi scolastici, come i servizi igienici, sulla base del sesso biologico, in linea con quanto stabilito nel 2025 dalla Supreme Court of the United Kingdom sul riconoscimento legale del sesso di nascita.

Al di là dello scontro tra partiti, la questione intercetta un tema più ampio che attraversa le società occidentali: il rapporto tra identità personale, diritti individuali e responsabilità educative. Un terreno su cui si confrontano visioni culturali differenti e che, ancora una volta, dimostra quanto la scuola sia oggi uno degli spazi centrali del dibattito pubblico contemporaneo.

(Fonte Ansa)

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