In Italia l’emergere della transizione ecologica come sfida sociale, economica e tecnologica si riflette sempre più anche nell’offerta formativa delle università. Oltre ai tradizionali corsi di scienze ambientali, negli ultimi anni sono stati sviluppati percorsi accademici specificamente orientati a fornire competenze trasversali per affrontare temi quali sostenibilità, energie rinnovabili, economia verde, gestione del territorio e conservazione della biodiversità.
Al centro della proposta formativa ci sono lauree che combinano discipline biologiche, ingegneristiche e economiche per preparare figure in grado di operare in un contesto in rapida evoluzione. Un esempio è la Laurea magistrale in Science and Technologies for Environmental Sustainability dell’Università di Bologna, un corso di secondo livello che integra analisi ambientale e gestione del territorio con tecnologie applicate alla sostenibilità. Parallelamente, l’Università degli Studi di Milano propone un percorso interdisciplinare in Economics and Science for Environmental Sustainability, pensato per formare professionisti capaci di interpretare le complesse relazioni tra sistemi economici e ambiente e promuovere modelli di economia circolare e gestione delle risorse.
La dimensione della transizione ecologica si affaccia anche alle scienze biologiche e naturalistiche. All’Università di Siena una Laurea magistrale in Biodiversity, Conservation and Environmental Quality prepara specialisti in conservazione della biodiversità, qualità ambientale e gestione di ecosistemi, con un forte orientamento alla ricerca sul campo.
L’ingegneria offre un contributo significativo, con corsi che rispondono alle nuove esigenze del mercato del lavoro. L’Università di Catania ha attivato una Laurea triennale in Ingegneria per la Transizione Ecologica, che forma ingegneri in grado di affrontare le problematiche legate all’efficienza energetica, alle fonti rinnovabili e alla sostenibilità dei processi industriali. Venezia e Ca’ Foscari offrono una Laurea in Ingegneria ambientale per la transizione ecologica, con corsi volti a combinare competenze tecniche e sostenibilità applicata, enfatizzando l’importanza di una formazione che tenga insieme processi produttivi e tutela ambientale.
Allo stesso tempo, corsi tradizionali come la Laurea in Sostenibilità ambientale, territorio e transizione ecologica dell’Università di Catania mostrano come le competenze ambientali siano integrate sin dall’inizio del percorso accademico, includendo elementi di analisi del paesaggio, dinamiche degli agro-ecosistemi e pianificazione sostenibile.
Le università italiane stanno inoltre sperimentando programmi formativi e moduli orientati alla sostenibilità che non sono corsi di laurea completi ma arricchiscono percorsi multidisciplinari: ad esempio, a La Sapienza di Roma è attivo un corso su Sustainability Sciences che esplora la transizione ecologica integrando aspetti sociali, culturali, economici e tecnologici.
Questa varietà riflette un riconoscimento crescente, a livello accademico, della necessità di formare professionisti capaci di leggere e governare la transizione ambientale nei suoi molteplici aspetti. Che si tratti di tecnologie pulite, gestione del territorio, economia circolare o conservazione della biodiversità, un denominatore comune è l’interdisciplinarità: la sostenibilità non è più un tema confinato alle scienze naturali, ma una meta-competenza che attraversa ingegneria, economia, scienze sociali e biologia.
Restano però alcune sfide. Secondo osservatori del sistema universitario, sebbene l’offerta si sia ampliata, la consistenza e l’omogeneità dei corsi di transizione ecologica variano tra atenei e regioni, e non sempre i curricula rispecchiano le esigenze del mercato del lavoro emergente, in particolare per quanto riguarda la capacità di generare occupazione stabile nei settori green. Tuttavia, l’interesse per queste lauree continua a crescere, spinto sia dalla pressione su politiche ambientali e di clima sia dalle opportunità professionali legate alla green economy e agli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Anche Università degli Studi Niccolò Cusano (UniCusano) e Università Telematica Pegaso (Pegaso) offrono percorsi formativi che si inseriscono nell’ambito più ampio della transizione ecologica e sostenibilità, pur non essendo sempre corsi esclusivamente dedicati alla sola “transizione ecologica” come quelli di alcune università tradizionali.
A UniCusano, ad esempio, esiste una Laurea triennale in Ingegneria Civile con curriculum Ambiente e Sostenibilità, che fornisce competenze specifiche nella progettazione e gestione tecnica di opere tenendo conto degli aspetti ambientali e sostenibili. Questo corso mira a formare professionisti capaci di affrontare sfide infrastrutturali in un’ottica ecologica, integrando conoscenze di costruzione e sostenibilità.
Inoltre, l’ateneo offre una Laurea Magistrale in Scienze Economiche con curriculum “Twin Transition Economics – Economia della Transizione Sostenibile e Digitale”, che combina aspetti dell’economia della sostenibilità e della transizione digitale, preparandosi alla gestione di processi economici e sociali in un contesto di doppia transizione.
Pegaso, invece, propone master e corsi post-laurea focalizzati sulla transizione ecologica e la sostenibilità. Tra questi c’è il Master in Green Management: la transizione ecologica sostenibile, progettato per formare figure in grado di lavorare su modelli di economia circolare, riduzione di emissioni e gestione sostenibile delle risorse.
Oltre a questo tipo di master, all’interno dell’offerta formativa di Pegaso si trovano anche corsi avanzati in ambiti affini, come il management dell’economia sociale e circolare nel processo di transizione ecologica, che aggiungono competenze utili per operare professionalmente nei settori green.




