Una gara che negli ultimi anni si è trasformata in uno scontro molto sbilanciato nella storia recente ma ancora cruciale per gli obiettivi stagionali opposti delle due.
Per il Verona la parola d’ordine è salvezza. Gli scaligeri, penultimi in classifica con soli 15 punti raccolti in 26 giornate e una striscia di risultati piuttosto negativa, sono pienamente in lotta per evitare la retrocessione. La squadra guidata da Paolo Sammarco dopo l’esonero di Zanetti ha raccolto pochissimo in stagione e ha subito molte più reti di quante ne abbia segnate, costellando il proprio cammino di sconfitte e poche vittorie.

Dunque per il Verona il Bentegodi diventa un’autentica trincea difensiva: l’obiettivo principale è portare a casa punti da qualsiasi risultato, in una corsa disperata per restare in Serie A e rialzare un morale fortemente sotto tono.
Dall’altra parte, il Napoli si presenta a Verona con ambizioni completamente diverse. Inserito stabilmente nelle zone alte della classifica, gli azzurri puntano a consolidare la propria posizione per tornare a competere in Champions League nella prossima stagione. Il terzo posto, con 50 punti e ancora ampie prospettive di scalare, è un piazzamento importante, anche se la squadra vuole raccogliere più punti possibile nelle ultime 12 giornate per mantenersi nel lotto delle big.
L’obiettivo dichiarato dallo staff è chiaro: ottenere almeno 72 punti in totale per garantirsi una posizione da protagonista in Europa.
Tuttavia, la squadra partenope non arriva perfettamente tranquilla: la recente sconfitta contro l’Atalanta (2-1) ha lasciato qualche scoria, e le assenze di alcuni giocatori chiave – su tutti McTominay e Anguissa – aggiungono interrogativi allo schieramento di Conte. Storicamente, Napoli ha dominato gli scontri diretti contro il Verona, con molte più vittorie nei precedenti confronti. Tuttavia, partite di questo tipo – tra una squadra in lotta per la salvezza e una che insegue posizioni nobili – spesso riservano sorprese, soprattutto per la tensione emotiva che si respira sulle due panchine.La tattica di Sammarco, molto accorta e difensiva, misura le energie per resistere agli attacchi avversari; mentre Conte, pur con qualche assenza, vuole imporre ritmo offensivo e sfruttare le debolezze della difesa veronese.
Verona–Napoli non è solo un match di classifica. È la fotografia di una stagione che racconta due lotte molto diverse: una per sopravvivere e una per confermare ambizioni prestigiose. In campo, le motivazioni – la tensione di perdere terreno verso gli obiettivi o l’opportunità di ottenere punti fondamentali – promettono un confronto intenso e ricco di significato sportivo.




