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2 Marzo 2026
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Trapianto di cuore sbagliato, morte piccolo Domenico: due medici salernitani coinvolti

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Trapianto di cuore sbagliato, morte piccolo Domenico: due medici salernitani coinvolti

L’indagine sulla morte di Domenico Caliendo, il bimbo di appena due anni deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, si avvia verso una fase cruciale. Nel registro degli indagati della Procura, che ipotizza il reato di omicidio colposo in concorso, compaiono sette persone, tra cui anche due giovani medici originari del Salernitano. Al centro dell’inchiesta ci sarebbe un presunto errore nelle procedure legate al delicato intervento.

Il piccolo era ricoverato in terapia intensiva dal dicembre 2025 in attesa di un organo compatibile. Quella che doveva rappresentare un’opportunità di salvezza si è invece trasformata in una tragedia, a causa di possibili anomalie nella complessa catena che va dalla donazione al trapianto.

Accertamento irripetibile sul cuore destinato al trapianto

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, ha disposto un accertamento tecnico irripetibile accogliendo la richiesta della Procura. L’incidente probatorio sul cuore destinato al trapianto è fissato per martedì alle ore 10. Nello stesso provvedimento è stato nominato un collegio di specialisti di rilievo nazionale incaricato di analizzare ogni passaggio della vicenda: Mauro Rinaldi, direttore del centro trapianti delle “Molinette” di Torino, il medico legale Biagio Solarino e Luca Lorini, responsabile delle emergenze dell’ospedale “Papa Giovanni XXIII” di Bergamo.

Solo dopo questi esami sarà conferito l’incarico per l’autopsia sul corpo del bambino, passaggio necessario per restituire la salma alla famiglia e consentire lo svolgimento dei funerali.

Il cardiochirurgo salernitano e l’espianto a Bolzano

Tra gli indagati figura un cardiochirurgo di 34 anni, originario della provincia di Salerno e difeso dagli avvocati Silverio Sica e Giuseppe Pepe. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il medico si era recato il 23 dicembre all’ospedale “San Maurizio” di Bolzano per procedere all’espianto dell’organo dal donatore.

Proprio durante questa fase sarebbero emerse possibili irregolarità, legate soprattutto alle modalità di conservazione e trasporto del cuore, con particolare riferimento all’impiego del ghiaccio secco. Gli investigatori stanno valutando anche la correttezza delle manovre effettuate dal professionista.

Sotto esame anche l’equipe del Monaldi

Coinvolta nell’inchiesta anche una dottoressa salernitana di 30 anni, difesa dall’avvocato Alberto Surmonte, componente dell’equipe di cardiochirurgia pediatrica del Monaldi pronta a eseguire il trapianto.

Gli accertamenti mirano a verificare la conformità delle decisioni chirurgiche e terapeutiche adottate dai sanitari che avevano in cura il bambino, con particolare attenzione alla tempistica della cardioctomia sul piccolo ricevente rispetto all’arrivo in sala operatoria dell’equipe incaricata dell’espianto.

Gli esiti degli approfondimenti tecnici attesi nei prossimi giorni saranno decisivi per stabilire eventuali responsabilità nella tragica vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

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