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19 Marzo 2026
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Oggi è 19 marzo: nel Cilento la festa del papà è memoria, sacrificio e radici

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Oggi è 19 marzo: nel Cilento la festa del papà è memoria, sacrificio e radici

Il 19 marzo, giorno di San Giuseppe e della festa del papà, nel Cilento non è soltanto una ricorrenza simbolica, ma un momento che affonda le radici nella storia più autentica di questa terra. È la celebrazione di uomini semplici e straordinari allo stesso tempo, padri che hanno costruito comunità, tramandato valori e difeso identità.

Qui, tra mare e colline, la figura del padre ha sempre avuto un volto preciso: quello dei contadini e dei pescatori, uomini abituati alla fatica, al sacrificio quotidiano, al lavoro silenzioso. Mani segnate dalla terra o dal sale, giornate che iniziavano prima dell’alba e si concludevano al tramonto, con un unico obiettivo: garantire un futuro migliore ai propri figli.

Il Cilento è cresciuto grazie a loro. Grazie a chi ha coltivato uliveti e vigneti, a chi ha sfidato il mare aperto, a chi ha insegnato ai propri figli il rispetto per la natura, per il lavoro e per la parola data.

Ma è anche la terra dei padri emigranti, di quelli che hanno lasciato il proprio paese con una valigia piena di speranze. Destinazioni lontane, sacrifici durissimi, anni di assenza. E poi, spesso, il ritorno. Un ritorno carico di dignità, con il desiderio di investire nella propria terra, di costruire qualcosa per la propria famiglia, senza mai dimenticare da dove si era partiti.

Nel giorno della festa del papà, il pensiero corre anche a chi ha incarnato questi valori fino in fondo, diventando simbolo di un’intera comunità. Come Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore”, prima ancora padre e uomo profondamente legato al suo territorio. La sua vita, spezzata nel 2010, resta una testimonianza forte di amore per la propria terra, di coraggio e di senso del dovere. Un esempio che continua a parlare alle nuove generazioni.

Oggi, in un tempo che cambia velocemente, la figura del padre evolve, ma resta centrale. Accanto alla fatica di un tempo si affiancano nuove responsabilità, nuove sfide educative, ma lo spirito resta lo stesso: essere guida, sostegno, presenza.

Nel Cilento, la festa del papà è ancora un momento fatto di gesti semplici: una tavola apparecchiata, un dolce della tradizione, una telefonata a chi è lontano. Ma soprattutto è memoria viva. È il ricordo di chi c’è stato e di chi continua a esserci, ogni giorno, con discrezione.

Perché questa terra, forte e autentica, è stata costruita anche – e soprattutto – da loro: dai padri.

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