Sarno, 13 aprile – A due mesi dall’efferato omicidio di Gaetano Russo, il 61enne panettiere brutalmente ucciso lo scorso 3 febbraio, ha riaperto oggi la storica salumeria-panetteria di Piazza Sabotino a Sarno. Un gesto di profonda continuità e amore da parte dei tre figli della vittima, Maria Angela, Raimondo e Cristina, che hanno scelto di portare avanti l’attività paterna. Il primo pane sfornato dopo la riapertura è stato deposto sulla lapide del padre, simbolo di un’eredità non solo lavorativa ma anche umana.
Il tragico evento e la decisione dei figli
La sera del 3 febbraio scorso, Gaetano Russo perse la vita difendendo la moglie e l’ultima delle sue figlie da una violenta aggressione perpetrata da Andrea Sirica, 34 anni, che lo colpì con diverse coltellate. I minuti di quel dramma sono ancora vividi nei ricordi dei familiari. Nonostante il dolore e la perdita, Maria Angela, Raimondo e Cristina hanno preso la commovente decisione di riaccendere il forno, raccogliendo il testimone del padre.
Maria Angela ha condiviso l’annuncio su un commosso post sui social media, scrivendo: «Vita mia, oggi abbiamo acceso il forno. Raimondo ha fatto il pane, spero tu sia orgoglioso da lassù. L’ho portato da te subito, come ho fatto sempre quando avevo qualcosa di bello da mostrarti. Correvo da te sempre per avere la tua approvazione per un consiglio.» La ragazza, che era compagna di classe dell’omicida, ha espresso il profondo legame che univa la famiglia al padre e al suo lavoro.
Un’eredità di “pane, sentimenti e umanità”
Il messaggio di Maria Angela non si è limitato al ricordo dell’attività di panettiere. «Hai impastato una vita di bene non solo il pane, ma soprattutto sentimenti ed umanità nel nostro cuore,» ha aggiunto, sottolineando la statura morale del padre. Il post ha toccato centinaia di persone, che hanno espresso vicinanza e incoraggiamento alla famiglia. Questo gesto simbolico di portare il pane appena sfornato sulla tomba del padre rappresenta la promessa di continuare la sua opera con la stessa dedizione.
La famiglia Russo ha ribadito l’intenzione di mantenere viva la tradizione del padre, sfornando pane caldo mattina e sera. Un impegno che, seppur tra le difficoltà e la profonda assenza del genitore, mira a rendere Gaetano fiero anche da lassù. Il messaggio ha risuonato con la comunità, tanto che è stato lanciato un hashtag dedicato: #comeilpanecaldo, a voler richiamare non solo il prodotto ma anche il calore umano e la bontà che Gaetano Russo rappresentava per chi lo conosceva.
La riapertura del forno non è solo un atto commerciale, ma un simbolo potente di resilienza e di memoria, un modo per elaborare il lutto e trasformare la tragedia in un motore di continuità, mantenendo vivo il ricordo di un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nella sua comunità.












