Nel mondo della nautica, l’ancora è molto più di un semplice accessorio: è un elemento fondamentale per la sicurezza dell’imbarcazione e dell’equipaggio. Saperla scegliere e utilizzare correttamente significa prevenire situazioni di rischio e vivere il mare con maggiore tranquillità.
Tipologie di ancore: quale scegliere
Non esiste un’ancora “universale”, ma modelli progettati per adattarsi a fondali e condizioni diverse:
- Ancora a marre fisse (tipo Hall o Stockless): diffusa su barche di medie e grandi dimensioni, è facile da gestire ma meno performante su fondali duri o rocciosi.
- Ancora a marre articolate (tipo Danforth): ideale per sabbia e fango, garantisce un’ottima tenuta ma può avere difficoltà su fondali misti.
- Ancora tipo Bruce (o a uncino): molto apprezzata nella nautica da diporto, offre buona presa su diversi fondali, soprattutto sabbiosi.
- Ancora tipo Delta o aratro: versatile e affidabile, penetra bene anche in fondali compatti ed è tra le più utilizzate.
- Ancora tipo Rocna o moderne ad alte prestazioni: progettate per garantire presa immediata e tenuta elevata, anche in condizioni difficili.
Il fattore decisivo: il fondale
La scelta dell’ancora deve sempre partire dal tipo di fondale su cui si naviga più frequentemente:
- Sabbia e fango: Danforth, Delta e Rocna offrono le migliori prestazioni
- Roccia o fondali misti: meglio ancore più pesanti e con maggiore capacità di “aggrappo”
- Posidonia: attenzione, oltre alla tutela ambientale, la presa può essere meno efficace
Come ancorare correttamente
Una buona ancora non basta se non viene utilizzata nel modo giusto. Alcune regole base:
- Calare la giusta quantità di catena: il rapporto consigliato è almeno 3:1 (tre metri di catena per ogni metro di profondità), meglio 5:1 in condizioni meteo instabili
- Dare fondo lentamente: evitare di “lanciare” l’ancora, accompagnandola fino al fondale
- Verificare la presa: una volta in tensione, controllare che l’imbarcazione non scarrocci
- Usare riferimenti a terra o strumenti elettronici per monitorare eventuali movimenti
Catena o cima?
La soluzione migliore è una combinazione di entrambe:
- Catena: aumenta il peso sul fondo e migliora l’angolo di trazione, garantendo maggiore tenuta
- Cima: utile per alleggerire il carico e gestire meglio le manovre su piccole imbarcazioni
Dimensionamento: mai sottovalutare
Un errore comune è scegliere un’ancora sottodimensionata. Il peso deve essere adeguato alla lunghezza e al dislocamento della barca: meglio una misura leggermente superiore rispetto al minimo consigliato, soprattutto se si naviga spesso in rada o si affrontano condizioni meteo variabili.
Sicurezza e manutenzione
Un’ancora efficiente è anche un’ancora controllata:
- verificare periodicamente usura, ruggine e integrità della catena
- controllare il verricello salpa-ancora
- assicurarsi che l’ancora sia sempre pronta all’uso in caso di emergenza
Un gesto tecnico che racconta esperienza
Ancorare bene non è solo una manovra, ma una competenza che distingue il diportista esperto. Conoscere le attrezzature, leggere il fondale e valutare le condizioni meteo sono elementi che fanno la differenza tra una sosta sicura e una situazione potenzialmente critica.
In mare, anche i dettagli contano. E l’ancora, spesso sottovalutata, è uno di quelli che fanno davvero la differenza.
(Foto creata con Canva AI)












