Non è stata una semplice visita pastorale, ma il ritorno di un amico e, insieme, il saluto a un uomo chiamato a una missione tra le più delicate della diplomazia vaticana. Le comunità di Morigerati, Sicilì e Caselle in Pittari hanno accolto con emozione monsignor Relwendé Kisito Ouédraogo, nominato lo scorso gennaio nunzio apostolico nella Repubblica del Congo e in Gabon Dietro il profilo internazionale del presule – diplomatico della Santa Sede, poliglotta e con una lunga esperienza nella Segreteria di Stato – si cela infatti un legame profondo con questo lembo di Cilento. Un rapporto nato anni fa grazie all’amicizia con don Antonino Savino, a cui il presule è rimasto sempre profondamente legato, tanto da tornare in queste comunità proprio per custodire e rinnovare quel vincolo umano e spirituale, e rafforzato da un periodo di studi e frequentazione proprio a Caselle in Pittari, dove monsignor Kisito ha vissuto momenti importanti della sua formazione sacerdotale.
La sua presenza ha scandito giornate intense: la celebrazione del mattino a Sicilì, nella chiesa della SS Annunziata, quella pomeridiana a Morigerati nel santuario di San Demetrio Martire prossimo a festeggiare il sessantesimo anniversario dalla sua elezione, e infine, l’appuntamento a Caselle in Pittari, dove ad accoglierlo c’era anche don Marco Nardozza. Ha raccontato il ruolo del nunzio apostolico, rappresentante del Papa presso gli Stati e le Chiese locali, chiamato a costruire ponti, favorire il dialogo e sostenere le comunità cristiane, soprattutto nei contesti più fragili. Ma ha anche richiamato il significato più evangelico del suo servizio, parlando della necessità di vivere il Vangelo sine glossa, come un annuncio autentico, vissuto nella concretezza della vita quotidiana e nella vicinanza agli ultimi.
Un richiamo che il presule ha esteso anche alla vita quotidiana delle persone: vivere il Vangelo fino in fondo significa saper amare senza misura, persino i nemici, superando divisioni e rancori per farsi autentici testimoni di fraternità. Classe 1972, originario del Burkina Faso, monsignor Kisito è sacerdote dal 2000 e ha maturato una solida esperienza nei servizi diplomatici vaticani. La recente nomina a nunzio apostolico, annunciata dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, di cui il nuovo nunzio è stato in questi ultimi anni stretto collaboratore, lo condurrà ora in un contesto complesso come quello congolese, dove la Chiesa svolge un ruolo cruciale non solo religioso, ma anche sociale e umanitario.
Ed è proprio questa consapevolezza ad aver reso ancora più intenso il significato della visita. Le comunità locali hanno voluto stringersi attorno a monsignor Kisito come si fa con chi parte per una missione importante: con affetto e orgoglio. Un ponte costruito nel tempo e rinsaldato oggi da un abbraccio collettivo che accompagna il nunzio apostolico verso la sua nuova missione.












