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27 Aprile 2026
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Dormire male è un’emergenza silenziosa: l’insonnia cronica riguarda milioni di italiani

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Dormire male è un’emergenza silenziosa: l’insonnia cronica riguarda milioni di italiani

Dormire poco o male non è solo una cattiva abitudine: in Italia l’insonnia cronica è una condizione che riguarda circa 13,4 milioni di persone, con una maggiore incidenza tra le donne e un impatto sempre più rilevante anche tra giovani e adolescenti. Eppure, solo una parte dei pazienti intercetta un percorso di cura adeguato.

Secondo i dati presentati a Roma nel corso della presentazione di un Policy Paper e di una proposta di legge dedicata, appena il 40% delle persone affette riceve una diagnosi, mentre solo il 21% viene trattato. Restano così tra i 4 e i 5 milioni di italiani senza un supporto sanitario appropriato, nonostante le pesanti ricadute sulla vita quotidiana.

L’insonnia cronica si manifesta con difficoltà di addormentamento o risvegli frequenti per almeno tre notti a settimana e per un periodo superiore ai tre mesi consecutivi. Una condizione che, secondo gli esperti, non può essere ridotta a un disturbo secondario ma va considerata una vera e propria patologia.

“Per troppo tempo è stata sottovalutata, mentre i dati dimostrano che si tratta di un tema di sanità pubblica”, ha sottolineato il ministro della Salute Orazio Schillaci, richiamando la necessità di un approccio più strutturato.

Gli effetti sulla salute sono significativi: il 62% dei pazienti segnala problemi di concentrazione, il 57% difficoltà di memoria e circa l’82% una riduzione della performance lavorativa. Non mancano le ripercussioni sulla sicurezza, con un aumento del rischio di incidenti e accessi al pronto soccorso.

La fascia più colpita resta quella tra i 45 e i 54 anni, insieme agli over 65, ma cresce anche il fenomeno tra gli adolescenti, spesso associato all’uso eccessivo di smartphone e dispositivi digitali.

Sul piano clinico, gli specialisti evidenziano come l’insonnia cronica sia legata ad alterazioni neurologiche specifiche e richieda trattamenti mirati, che vanno dalla terapia cognitivo-comportamentale ai farmaci di nuova generazione. Tuttavia, queste opzioni restano ancora poco accessibili su larga scala.

La questione ha anche un forte impatto economico: il costo complessivo stimato del disturbo si aggira intorno ai 14 miliardi di euro, tra spese sanitarie dirette e costi indiretti legati ad assenteismo e incidenti.

Per questo, la proposta di legge punta a riconoscere formalmente l’insonnia cronica come patologia, integrandola nei Livelli essenziali di assistenza e rafforzando prevenzione, formazione medica e campagne di sensibilizzazione. Un passaggio che, secondo gli esperti, sarebbe decisivo per affrontare un problema che non riguarda solo la notte, ma la qualità della vita intera.

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