Il futuro del Centro di Riabilitazione di Vallo della Lucania torna al centro del dibattito politico e istituzionale. A sollevare la questione è stato il consigliere regionale di Forza Italia Mimì Minella, che ha reso noto l’esito del riscontro arrivato dalla Direzione Generale per la Tutela della Salute della Regione Campania in merito alla sua interrogazione.
Dalla risposta emerge una ricostruzione storica del presidio sanitario, attivo dal 1992 nell’ambito dell’ASL Salerno – Distretto 70. Tra gli elementi principali riportati, la chiusura della piscina per idrochinesiterapia risale al 2006, determinata da criticità strutturali, carenze di personale, costi di gestione elevati e dall’esclusione della riabilitazione in acqua dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Nel corso degli anni sono stati elaborati diversi progetti di ristrutturazione, mai però giunti a completa realizzazione. L’ultima stima dei lavori, risalente al 2018, risulta oggi superata. Solo nel 2025 è stata avanzata una nuova proposta di riqualificazione del centro, con una richiesta di finanziamento pari a circa 1,6 milioni di euro, attualmente al vaglio della Regione Campania.
«Nonostante il quadro amministrativo delineato dagli uffici regionali – commenta Minella – restano forti preoccupazioni sulla continuità dei servizi sanitari e sulla capacità del presidio di rispondere ai bisogni dei pazienti del territorio.» «È necessario avere tempi certi per gli interventi e garantire un concreto rilancio della struttura», ha sottolineato Minella, evidenziando la necessità di un’accelerazione delle procedure. Il consigliere ha infine ribadito che la vicenda continuerà a essere seguita in sede istituzionale, fino a quando non saranno fornite risposte operative e definitive alla comunità locale.












