La visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sullo sfruttamento lavorativo e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in Prefettura a Salerno rappresenta un’importante occasione per riportare l’attenzione su un fenomeno che continua a interessare il comparto agricolo della provincia e che richiede risposte sempre più efficaci da parte delle istituzioni.
Per CGIL Salerno e FLAI CGIL Salerno il contrasto al caporalato non può limitarsi al rafforzamento dei controlli e dell’attività ispettiva, ma deve affrontare anche i meccanismi che favoriscono il lavoro irregolare e alimentano lo sfruttamento.
«L’attuale sistema dei decreti flussi, unitamente alla legge Bossi-Fini, continua a mostrare criticità evidenti – dichiara Alferio Bottiglieri, segretario generale della FLAI CGIL Salerno –. Accade troppo spesso che lavoratori arrivati regolarmente in Italia non trovino più l’azienda che li ha richiesti o che quella stessa impresa non abbia più bisogno di assumerli. In questo modo vengono lasciati senza prospettive e diventano facile preda del lavoro nero e del caporalato. Per questo proponiamo un sistema di riconversione che consenta alle aziende di assumere i lavoratori stranieri già presenti sul territorio, evitando nuovi ingressi quando la manodopera è già disponibile. Sarebbe una risposta concreta sia alle esigenze delle imprese, che denunciano la difficoltà di reperire personale, sia alla necessità di sottrarre migliaia di persone al ricatto dello sfruttamento. È una riforma che deve accompagnarsi al superamento della legge Bossi-Fini.»

Per il segretario generale della CGIL Salerno, Antonio Apadula, la presenza della Commissione costituisce «un’occasione preziosa di ascolto del territorio e delle organizzazioni sindacali che ogni giorno sono impegnate accanto ai lavoratori. La lotta al caporalato richiede controlli efficaci, una rete ispettiva adeguata, tutele per chi denuncia e strumenti che garantiscano un incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro. Ma significa anche rimuovere tutte quelle distorsioni normative che finiscono per alimentare precarietà e sfruttamento. Legalità, dignità del lavoro e sicurezza devono procedere insieme, perché solo così si tutela davvero chi lavora e si sostiene un’agricoltura sana e competitiva.»
CGIL e FLAI Salerno ribadiscono la piena disponibilità a collaborare con istituzioni e Commissione parlamentare affinché dal confronto con il territorio possano nascere interventi concreti, capaci di rafforzare la prevenzione, contrastare il lavoro irregolare e garantire condizioni di lavoro dignitose a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori.












