Due incidenti mortali in pochi giorni riaprono il confronto sulla Statale 18. Sotto accusa gallerie, cantieri e traffico, ma c’è anche chi richiama gli utenti al rispetto delle regole
Due motociclisti morti nel giro di pochi giorni e una domanda tornata prepotentemente al centro del dibattito: è la Cilentana a essere pericolosa oppure sono i comportamenti di chi la percorre a trasformarla troppo spesso in uno scenario di tragedie?
La scomparsa di Luigi Viscovo e Gianluigi Maltese ha profondamente colpito le comunità del territorio. Il primo ha perso la vita nella galleria di Pattano; il secondo, appena sei giorni più tardi, in un incidente avvenuto nei pressi dello svincolo di Foria, tra Centola e Poderia. Saranno le indagini a chiarire dinamiche ed eventuali responsabilità. Le due tragedie, tuttavia, hanno già riacceso il confronto sulla sicurezza della Statale 18, collegamento essenziale per residenti, lavoratori e turisti.
Una strada sotto osservazione
Per una parte dell’opinione pubblica, le criticità dell’arteria sono evidenti. Gallerie, tratti con visibilità ridotta, svincoli, carreggiate interessate da lavori e improvvisi rallentamenti renderebbero la circolazione particolarmente delicata, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.
Durante l’estate, infatti, la quantità di veicoli aumenta sensibilmente. Alle automobili dei residenti si aggiungono quelle dei vacanzieri diretti verso la costa cilentana e il Golfo di Policastro. Basta un incidente, un mezzo in avaria o un restringimento per provocare lunghe code e situazioni potenzialmente rischiose.
Lo scorso fine settimana il cantiere presente tra Futani e Massicelle, con il transito regolato da un impianto semaforico, ha causato pesanti rallentamenti in entrambe le direzioni. Migliaia di persone sono rimaste ferme nel traffico proprio durante una delle giornate più intense dell’esodo estivo.
Da qui la richiesta di interventi strutturali, controlli più frequenti e una gestione dei cantieri capace di tenere conto dei flussi stagionali. Tra le proposte avanzate dai cittadini figurano il miglioramento dell’illuminazione nelle gallerie, una segnaletica più visibile, la manutenzione costante del manto stradale e strumenti più efficaci per contrastare l’alta velocità.
Il richiamo alla prudenza
Esiste, però, anche una lettura differente. Secondo molti automobilisti, la strada non può essere considerata l’unica responsabile. A creare pericolo sarebbero soprattutto velocità eccessiva, sorpassi azzardati, distrazioni e mancato rispetto delle distanze di sicurezza.
La Cilentana è una strada a scorrimento veloce, ma non un’autostrada. La conformazione del tracciato impone attenzione continua, in particolare nelle gallerie e nei punti in cui la visibilità diminuisce. Le condizioni possono cambiare rapidamente a causa del traffico, dei cantieri o della presenza di veicoli più lenti.
In questo quadro, la sicurezza dipende anche dalle scelte compiute da chi si mette alla guida. Rispettare i limiti, evitare manovre rischiose e adeguare l’andatura alle condizioni della strada sono comportamenti indispensabili, tanto per gli automobilisti quanto per i motociclisti.
Un falso confronto
Contrapporre le condizioni dell’arteria alla responsabilità individuale rischia però di produrre un confronto sterile. La sicurezza stradale non dipende da un solo fattore. Infrastrutture adeguate e condotte prudenti devono procedere insieme.
Una strada può essere resa più sicura attraverso manutenzione, controlli e interventi mirati, ma nessuna opera può eliminare completamente le conseguenze di comportamenti irresponsabili. Allo stesso modo, richiamare esclusivamente gli utenti alla prudenza non può diventare un alibi per rinviare lavori necessari o ignorare eventuali criticità del tracciato.
Le inchieste aperte sui due incidenti dovranno accertare quanto accaduto, senza anticipare conclusioni o attribuire responsabilità. Il problema generale, invece, richiede una risposta più ampia: analisi dei punti maggiormente esposti, dati aggiornati sugli incidenti, manutenzione programmata, cantieri meglio organizzati e una presenza costante degli organi di controllo.
La Cilentana resta una strada indispensabile per la mobilità e l’economia del territorio. Proprio per questo non può essere affrontata soltanto sull’onda dell’emozione suscitata dall’ultima tragedia. Servono interventi continuativi e una maggiore consapevolezza da parte di tutti. Perché la sicurezza non nasce dalla ricerca di un unico colpevole, ma dalla capacità di ridurre ogni possibile fattore di rischio.












