Sul porto di Acciaroli, tra le bouganville e affacciati sul mare, ci sono vasi con pomodorini, basilico, peperoncino, melanzane e prezzemolo. Sono gli “Orti in porto”, un’iniziativa che richiama la tradizione degli orti coltivati vicino alle case e la porta in uno degli spazi più frequentati della località cilentana.
I prodotti dell’orto sono a disposizione di residenti, turisti, marinai e passanti, che possono raccoglierli per utilizzarli in cucina, anche direttamente sulle imbarcazioni. Un gesto semplice che riprende un’antica abitudine del territorio e propone il porto come luogo di condivisione, oltre che di passaggio.
A ricordare il legame con la tradizione è il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, che richiama la figura di “zio Alfredo” e il suo antico “orto in porto”. Oggi quello spirito viene riproposto attraverso i vasi coltivati sul lungomare, nell’ambito del progetto ideato dall’avvocato Fabio Armano.
L’iniziativa mette al centro anche il tema della biodiversità e della tutela dell’ambiente, richiamando i principi dell’articolo 9 della Costituzione italiana. Coltivare e condividere i prodotti dell’orto diventa così anche un modo per valorizzare il rapporto con la terra e con ciò che cresce nel territorio.
Il contesto non è casuale. Acciaroli è infatti legata alla storia della Dieta Mediterranea e agli studi dello scienziato americano Ancel Keys, che proprio nel Cilento approfondì le caratteristiche dell’alimentazione e dello stile di vita delle popolazioni locali.
Pomodori, basilico, peperoncino e gli altri ortaggi diventano così parte di un racconto che unisce tradizione contadina, attenzione all’ambiente e cultura alimentare. Gli “Orti in porto” riportano, anche simbolicamente, l’orto in uno dei luoghi più rappresentativi di Acciaroli, a pochi passi dal mare.












