Alla Fondazione Alario rassegna del Cenacolo Eleatico sul Grand Tour e sui moti cilentani
Un viaggio nel Cilento dell’Ottocento, attraverso gli occhi di uno studioso scozzese che nel 1828 attraversò a piedi il territorio da Paestum a Policastro, osservandone paesaggi, tradizioni, costumi e soprattutto le dinamiche sociali e politiche. È stato questo il tema dell’incontro “Viaggio nelle Pagine”, promosso dal Cenacolo Eleatico e ospitato il 28 agosto nella prestigiosa sede della Fondazione Alario per Elea-Velia.
Al centro dell’iniziativa il volume Attraverso il Cilento. Il viaggio di C.T. Ramage da Paestum a Policastro nel 1828, con introduzione, traduzione e note di Raffaele Riccio, pubblicato dalle Edizioni dell’Ippogrifo.
Nonostante il caldo torrido, numeroso il pubblico presente in sala. I lavori sono stati aperti dai saluti del presidente della Fondazione Alario, Marcello D’Aiuto, e del sindaco di Ascea, Stefano Sansone. Tra gli ospiti anche il sindaco di Omignano, Raffaele Mondelli.
A confrontarsi sul viaggio di Ramage sono stati Marina Cipriani, Corrado Limongi, Salvatore Soprano e Vincenzo Pepe, che hanno proposto una lettura del testo capace di andare oltre la semplice testimonianza di viaggio, ricostruendo il contesto storico e il sistema di relazioni politiche e internazionali dell’epoca.
Il viaggio di Craufurd Tait Ramage si colloca nella fase tardiva del Grand Tour, quando la fascinazione per la Magna Grecia spingeva studiosi, letterati e artisti a raggiungere l’Italia meridionale alla ricerca delle vestigia della civiltà greca e romana. Il suo diario, però, restituisce un’immagine del Cilento che va oltre i monumenti antichi.
Ramage osservò infatti il paesaggio rurale, i paesi arroccati, le abitudini alimentari, le tradizioni religiose, la lingua e le condizioni di vita della popolazione. Le sue annotazioni diventano così una preziosa testimonianza del patrimonio materiale e immateriale del territorio, ma anche del clima politico che caratterizzava il Cilento alla vigilia e durante i moti del 1828, duramente repressi dal regime borbonico.
Particolare attenzione è stata dedicata ai rapporti del viaggiatore con alcune famiglie cilentane, finite sotto l’attenzione della polizia borbonica perché sospettate di appartenere a sette di cospiratori. Tra le vicende ricordate quella di Teodosio De Dominicis di Ascea, successivamente imprigionato e ucciso.
Ne emerge il ritratto di un viaggiatore non interessato soltanto alle antichità, ma anche alle dinamiche sociali e politiche dei territori attraversati. Una figura che, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, sembra muoversi con lo sguardo dell’antropologo, raccogliendo informazioni su persone, luoghi e consuetudini.
Un momento particolarmente significativo della serata è stato dedicato a Emanuele Galano, reduce della disastrosa campagna di Russia del 1812, che ospitò Ramage nella propria dimora di San Teodoro, a Copersito, frazione di Torchiara. La proprietà è oggi della famiglia Siniscalchi Montereale, produttrice di olio e vino.
Proprio a Ramage è dedicato uno dei vini prodotti dalla famiglia. Il nome “Ramage” richiama infatti lo studioso scozzese che nelle sue memorie, Ramage in South Italy, espresse apprezzamento per la qualità del vino locale, definendolo un vero e proprio nettare.
A raccontare la storia della proprietà e dell’incontro con il viaggiatore è stato Giuseppe Siniscalchi Montereale, che durante la serata ha mostrato una bottiglia di Aglianico “Ramage”, immediatamente reclamata, con ironia, dallo stesso Raffaele Riccio.
L’iniziativa si è conclusa anche con un momento di memoria dedicato all’avvocato Bruno Di Pietro, napoletano e poeta recentemente scomparso, la cui opera, è stato ricordato, si è distinta per il profondo legame con il pensiero mediterraneo ed eleatico.
La serata ha confermato così la volontà del Cenacolo Eleatico di promuovere attraverso la ricerca e la divulgazione la conoscenza del patrimonio storico, culturale e identitario del Cilento, rileggendo il territorio anche attraverso le testimonianze di chi lo ha attraversato nei secoli.












