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15 Settembre 2026
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Pontecagnano Faiano, scoperta una rara tomba “a cubo” del VI secolo a.C.

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Pontecagnano Faiano, scoperta una rara tomba “a cubo” del VI secolo a.C.

Una rara sepoltura risalente alla prima metà del VI secolo a.C. è emersa nel cuore del tessuto urbano moderno di Pontecagnano Faiano, durante le indagini archeologiche preventive condotte in vista della realizzazione di un complesso edilizio privato.

La scoperta, resa nota dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino, ha interessato un ulteriore lembo della necropoli occidentale dell’antico insediamento, restituendo un contesto funerario di particolare interesse.

Nel settore meridionale del lotto sono state individuate quattro sepolture, databili alla prima metà del VI secolo a.C. Alcune di esse risultavano purtroppo parzialmente distrutte da un moderno impianto fognario.

A distinguersi è soprattutto la Tomba 10188, caratterizzata da una struttura funeraria particolarmente rara a Pontecagnano. Al suo interno è stato rinvenuto un cratere figurato prodotto a Corinto, utilizzato come contenitore per le ossa combuste del defunto.

Il vaso era protetto da una struttura parallelepipeda realizzata in travertino e sigillata da una lastra di copertura. Si tratta della cosiddetta tomba “a cubo”, una tipologia diffusa soprattutto nella Campania settentrionale, ma documentata solo eccezionalmente a Pontecagnano.

Prima di questa nuova scoperta, nel sito erano conosciuti soltanto altri due esempi, la Tomba 1840 e la Tomba 9954, entrambe oggi esposte al Museo Archeologico Nazionale “Gli Etruschi di frontiera” di Pontecagnano.

Particolarmente significativi sono gli elementi che sembrano indicare l’elevato status sociale del defunto. La particolare architettura della sepoltura, il rituale dell’incinerazione e soprattutto l’impiego del cratere come cinerario suggeriscono infatti l’appartenenza a un personaggio di rango elevato della comunità dell’antico centro etrusco.

Il cratere, inoltre, non era un semplice contenitore: si tratta di un oggetto centrale nella cultura del simposio, destinato alla mescita del vino, e la sua decorazione figurata testimonia l’importazione diretta dalla Grecia.

I reperti recuperati sono attualmente conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano per le prime attività di studio e restauro. Una volta completate le operazioni, i materiali saranno esposti al pubblico, permettendo di conoscere più da vicino una delle testimonianze funerarie più rare finora emerse dalla necropoli dell’antica Pontecagnano.

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