Super Head Leader Desktop 1
Belladonna super head leader mobile 1
17 Settembre 2026
17 Settembre 2026

Ripascimento Salerno, oltre un milione per rimuovere la sabbia

| di
Ripascimento Salerno, oltre un milione per rimuovere la sabbia

La rimozione della sabbia ritenuta non conforme utilizzata nel cantiere per il ripascimento del litorale di Salerno, nel tratto compreso tra Pastena e Torrione, potrebbe costare oltre un milione di euro. La stima, elaborata nel maggio scorso dagli uffici di Palazzo Guerra, riguarda circa 14.800 metri cubi di materiale e punta a superare il blocco dei lavori nell’ambito 2, culminato a metà luglio con l’interdizione ai bagnanti di “Universo Beach”.

Il costo complessivo ipotizzato per rimuovere e smaltire la sabbia ammonta a 1 milione e 4mila euro. La cifra comprende le operazioni di scavo, il trasporto e il conferimento del materiale presso un impianto autorizzato.

Gli elementi emergono dal report “Osservatorio Litorale”, curato dall’associazione Tradizione Futuro sulla base di 381 documenti ottenuti dal Comune di Salerno attraverso un accesso agli atti.

Costi e contestazioni alle imprese

I tecnici comunali avrebbero contestato al raggruppamento di imprese guidato da Infratech, affidatario dell’appalto, diverse criticità: la non conformità qualitativa dei materiali impiegati, i ritardi rispetto al cronoprogramma, la mancata applicazione delle proposte migliorative e l’omissione dei monitoraggi ambientali.

La spesa prevista comprende 66mila euro per gli scavi di sbancamento e 204mila euro per il trasporto del materiale entro una distanza di dieci chilometri. Altri 333mila euro sarebbero necessari per portare il materiale di cava a trenta chilometri di distanza.

La voce economicamente più rilevante è rappresentata dai 400mila euro stimati per il conferimento, la selezione e il recupero della sabbia all’interno di un impianto autorizzato.

Secondo gli uffici, il costo rappresenterebbe un danno patrimoniale immediato e diretto provocato dall’appaltatore all’amministrazione. Il Comune sarebbe quindi pronto a procedere con un intervento in danno di Infratech e delle imprese consorziate.

La copertura economica sarebbe almeno teoricamente disponibile: la stazione appaltante potrebbe trattenere le somme dalle garanzie fideiussorie oppure dai crediti maturati dalle aziende attraverso i precedenti stati di avanzamento dei lavori.

Contratto scaduto e documenti ancora mancanti

L’esame degli atti da parte di Tradizione Futuro avrebbe evidenziato ulteriori aspetti ancora da chiarire. Il contratto d’appalto risulterebbe scaduto il 18 maggio, senza proroghe, mentre il procedimento di risoluzione sarebbe aperto da 77 giorni senza che sia stata ancora adottata una decisione ufficiale.

Un altro nodo riguarda i tempi nei quali è stata accertata la presunta non conformità. La direzione dei lavori avrebbe dichiarato i materiali non conformi già a febbraio, diffidando dalla concessione di ulteriori deroghe.

Nonostante ciò, la sabbia non sarebbe stata rimossa e l’area sarebbe rimasta accessibile ai bagnanti fino al divieto disposto nel mese di luglio. Proprio questa successione temporale rientra tra gli aspetti sui quali l’associazione chiede spiegazioni.

Il gruppo guidato dal portavoce Rosario Peduto ha annunciato un secondo accesso civico per ottenere altri 16 documenti che non figurano tra quelli già ricevuti. Le nuove richieste riguarderanno, in particolare, le scadenze contrattuali e le verifiche ambientali compiute nell’area interessata dal ripascimento.

Resta dunque aperta la questione relativa al futuro del cantiere tra Pastena e Torrione. La rimozione dei 14.800 metri cubi di materiale rappresenta uno dei passaggi principali per superare lo stallo, ma occorrerà definire le responsabilità dell’appaltatore, l’esito del procedimento di risoluzione e le modalità con cui sarà finanziata ed eseguita l’operazione.

Consigliati per te
Belladonna articolo desktop
La Formica Mobile quadrato
Besani mobile second class 2_3

©Riproduzione riservata