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21 Settembre 2026
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Ortaggi, CIA Campania: caldo, siccità e costi mettono sotto pressione il comparto

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Ortaggi, CIA Campania: caldo, siccità e costi mettono sotto pressione il comparto

Caldo prolungato, siccità e aumento dei costi di produzione stanno mettendo sotto pressione il comparto orticolo campano. A lanciare l’allarme è CIA Campania, secondo cui le difficoltà affrontate dalle aziende agricole potrebbero avere ripercussioni sulla produzione e sulla disponibilità di alcuni prodotti.

«Gli scaffali che iniziano a svuotarsi – afferma Stefano Di Marzo, commissario di CIA Campania – sono il sintomo di un problema che nasce molto prima, nei campi. Se produrre non conviene più, il cibo comincerà a scarseggiare. Non possiamo aspettare che l’emergenza arrivi al consumatore per intervenire».

Secondo Di Marzo, la tutela del reddito agricolo è strettamente legata alla capacità produttiva del territorio. CIA Campania chiede quindi interventi sui costi di produzione, sulla gestione della risorsa idrica e sugli investimenti necessari a sostenere la continuità delle attività agricole.

Sul fronte produttivo, Francesco Castelluccio, responsabile tecnico di CIA Campania, evidenzia gli effetti delle condizioni climatiche sulle colture. «Stiamo assistendo alla combinazione di diversi fattori – spiega –. Il caldo prolungato e la scarsità di acqua provocano forte stress alle colture, aumentano il fabbisogno di irrigazione e fanno crescere gli scarti. In alcune produzioni arrivano anche al 20-30%».

A incidere sui bilanci delle aziende, secondo l’organizzazione agricola, ci sono inoltre i costi di gasolio, energia, fertilizzanti e altri mezzi tecnici. Una situazione che, rileva Castelluccio, rende più complesso per gli agricoltori recuperare attraverso i prezzi di mercato l’aumento dei costi sostenuti per la produzione.

«L’agricoltore si trova a produrre in condizioni sempre più difficili, senza avere sempre la possibilità di recuperare sul mercato l’aumento dei costi – aggiunge Castelluccio –. Se questa situazione continua, alcune aziende potrebbero essere costrette a ridurre le superfici coltivate o rinunciare alle produzioni più onerose».

CIA Campania sollecita quindi un rafforzamento delle politiche di sostegno alle imprese, con particolare attenzione alla disponibilità della risorsa idrica, alle infrastrutture irrigue, ai costi energetici e dei mezzi tecnici e agli strumenti di gestione del rischio. L’organizzazione chiede inoltre di sostenere gli investimenti necessari per consentire alle aziende di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.

«Non possiamo intervenire sull’agricoltura soltanto quando arriva l’emergenza – conclude Di Marzo –. Occorre una strategia che dia certezze a chi produce e che riconosca all’agricoltura un ruolo centrale nella sicurezza alimentare del Paese».

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