Un viaggio dagli Stati Uniti alle montagne di Salerno per raggiungere il luogo nel quale, 83 anni fa, precipitò il bombardiere B-17 sul quale volava suo zio. Cheri Stewart, 70 anni, arrivata da Philadelphia, ha ripercorso la storia del giovane aviatore americano Charles Stewart accompagnata dai volontari dell’Associazione Salerno 1943, impegnati da anni nelle ricerche legate all’Operazione Avalanche.
Durante il sopralluogo, tra la vegetazione è stato individuato anche un frammento metallico ritenuto riconducibile al B-17, aggiungendo un elemento particolarmente significativo alla visita della donna americana.
Charles Stewart aveva appena vent’anni quando prese parte alla missione che si concluse con la caduta dell’aereo sulle montagne salernitane.
La ricerca sulle montagne di Salerno
Cheri Stewart ha raggiunto l’Italia partendo da Philadelphia con l’obiettivo di vedere personalmente i luoghi legati alla morte dello zio.
Ad accompagnarla sono stati i volontari di Salerno 1943, associazione che porta avanti attività di ricerca e ricostruzione storica sulle vicende della Seconda guerra mondiale e, in particolare, sugli avvenimenti collegati all’Operazione Avalanche.
Proprio durante le ricerche effettuate nell’area è arrivata una scoperta inattesa. Nascosto tra la vegetazione è stato trovato un pezzo di metallo riconducibile al bombardiere sul quale si trovava Charles Stewart.
Un ritrovamento avvenuto a distanza di oltre otto decenni dall’incidente e proprio durante il sopralluogo effettuato dalla nipote dell’aviatore.
Il B-17 colpito durante il rientro dalla missione
Il bombardiere americano stava tornando da una missione sugli aeroporti di Foggia quando venne intercettato e pesantemente colpito dalla contraerea e dalla caccia delle forze dell’Asse.
A bordo si trovavano dieci uomini di equipaggio, che abbandonarono l’aereo lanciandosi in momenti differenti.
Charles Stewart ricopriva il ruolo di mitragliere laterale. Il giovane aviatore riuscì a raggiungere il suolo, ma riportò gravi ferite alle gambe.
Morì il giorno successivo.
A 83 anni da quei fatti, la nipote Cheri ha raggiunto le montagne salernitane per vedere il luogo nel quale si consumarono gli ultimi momenti della vicenda militare dello zio. Ad accompagnare il viaggio nella memoria è arrivato anche il ritrovamento del frammento metallico attribuito al B-17, emerso durante le ricerche condotte insieme ai volontari dell’Associazione Salerno 1943.












