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14 Ottobre 2026
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Omicidi, pestaggi e malavita: ora il Cilento ha paura

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Omicidi, pestaggi e malavita: ora il Cilento ha paura

Un omicidio ad Agropoli, un ex assessore gambizzato a Capaccio Paestum e un’aggressione a Salerno. Tre vicende distinte che riaccendono il dibattito sulla sicurezza e sulla tranquillità delle comunità locali.

Il Cilento e la provincia di Salerno si ritrovano a fare i conti con una sequenza di gravi episodi di violenza che, nel giro di poche ore, hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza. Un uomo ucciso con un colpo di pistola alla gola ad Agropoli, un ex assessore comunale picchiato e gambizzato a Capaccio Paestum e un’aggressione ai danni di una donna a Salerno. Tre fatti distinti, sui quali sono in corso accertamenti e indagini, che contribuiscono ad alimentare un clima di preoccupazione in un territorio tradizionalmente associato alla tranquillità e alla qualità della vita.

Non ci sono elementi che consentano di collegare i tre episodi, né sarebbe corretto considerarli il segnale di un’unica emergenza criminale. La loro successione ravvicinata, tuttavia, pone interrogativi sulla percezione della sicurezza, soprattutto nelle comunità più piccole, dove fatti di questa gravità finiscono inevitabilmente per avere una forte risonanza.

Il delitto di Agropoli: un uomo ucciso con un colpo alla gola

L’episodio più grave si è verificato ad Agropoli, in località Trentova, nei pressi della baia e dell’area naturalistica frequentata quotidianamente da residenti, sportivi e turisti. Nella mattinata di martedì 13 ottobre è stato trovato senza vita, all’interno della propria automobile, Walter Avallone, 55 anni, originario di Eboli, che lavorava come vigilante.

L’uomo è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla gola. Il proiettile, secondo i primi accertamenti, avrebbe provocato una ferita mortale. A scoprire il corpo è stato un carabiniere in congedo che, notando l’uomo riverso nell’abitacolo, ha immediatamente allertato i soccorsi.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Agropoli, coordinati dal capitano Guido Carlo Decugis, insieme ai sanitari del 118. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, sono orientate verso l’ipotesi di omicidio.

L’arma utilizzata non sarebbe stata ancora recuperata. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita della vittima, verificando eventuali contatti e spostamenti precedenti al delitto. Al vaglio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nell’area.

Il luogo del ritrovamento rende la vicenda particolarmente inquietante: Trentova è uno degli angoli più conosciuti e frequentati della costa cilentana, meta di passeggiate e attività all’aperto. Un contesto apparentemente lontano da scenari di violenza, diventato improvvisamente teatro di un’indagine per omicidio.

Capaccio Paestum, ex assessore picchiato e gambizzato

A pochi chilometri di distanza, un altro episodio ha scosso il territorio. A Capaccio Paestum, in località Foce Sele, Fabio Scariati, commercialista di 50 anni ed ex assessore comunale, è stato vittima di una violenta aggressione nella mattinata di lunedì 12 ottobre.

L’uomo è stato picchiato e raggiunto da un colpo di pistola al ginocchio. Gli aggressori avrebbero inoltre incendiato la sua automobile, provocando un rogo che ha interessato anche le vicinanze di uno stabilimento balneare.

Scariati è stato trasportato all’ospedale di Eboli, dove è stato ricoverato nel reparto di Ortopedia. Le sue condizioni, secondo quanto riferito, non sarebbero tali da far temere per la vita.

Gli investigatori stanno cercando di individuare i responsabili e chiarire il movente. Le indagini si concentrano anche sulle frequentazioni della vittima e sull’eventuale presenza di telecamere che possano aver ripreso momenti utili alla ricostruzione dell’aggressione.

Particolarmente preoccupante è la modalità dell’azione: un pestaggio, un colpo d’arma da fuoco e un’automobile incendiata. Una violenza sulla quale gli inquirenti stanno lavorando per accertare responsabilità e circostanze.

Salerno, donna aggredita dall’ex compagno

A completare il quadro delle notizie di cronaca è un episodio avvenuto a Salerno, dove un uomo è stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dalla compagna e di divieto di avvicinamento, con applicazione del braccialetto elettronico.

La vicenda riguarda una donna che, secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe stata colpita alla testa con un oggetto, probabilmente il registratore di cassa del negozio in cui lavorava.

L’aggressione avrebbe provocato una profonda ferita, rendendo necessario il trasporto in ospedale e l’applicazione di punti di sutura.

Le indagini dei carabinieri hanno consentito di ricostruire una situazione caratterizzata da precedenti comportamenti violenti e intimidatori. L’autorità giudiziaria ha quindi disposto una misura cautelare nei confronti dell’uomo, indagato per lesioni aggravate.

Un episodio che, pur differente dai fatti avvenuti ad Agropoli e Capaccio Paestum, richiama l’attenzione su un’altra dimensione della sicurezza: quella delle donne e delle vittime di violenza nelle relazioni personali.

Un territorio che vuole continuare a sentirsi sicuro

Tre episodi, tre contesti differenti e altrettante vicende giudiziarie che seguiranno percorsi autonomi. Eppure, la loro concentrazione in un arco temporale così ristretto solleva una riflessione più ampia.

Il Cilento ha costruito una parte importante della propria identità sulla tranquillità dei suoi centri abitati, sulla vivibilità dei piccoli comuni e su un rapporto con il territorio che rappresenta anche uno dei principali elementi di attrazione turistica.

È proprio questa immagine di serenità che rischia di essere messa in discussione nella percezione dei cittadini quando la cronaca racconta episodi di violenza tanto gravi.

Il ritrovamento di un uomo assassinato in una località naturalistica, un’aggressione armata ai danni di un ex amministratore e un caso di violenza contro una donna sono fatti che meritano attenzione, senza però alimentare allarmismi o trarre conclusioni non sostenute dalle indagini.

La percezione di insicurezza, infatti, non coincide necessariamente con un aumento effettivo della criminalità. Per stabilire se il territorio stia attraversando una fase di maggiore esposizione ai fenomeni violenti servirebbero dati complessivi, confronti nel tempo e valutazioni delle autorità competenti.

Resta però una domanda che questi episodi rendono inevitabile: quanto si sentono sicuri oggi i cittadini?

La risposta non può arrivare soltanto dalla cronaca. Servono indagini capaci di chiarire rapidamente le responsabilità, attenzione alle esigenze delle comunità e un confronto concreto sulla prevenzione.

Il Cilento non vuole rinunciare alla propria tranquillità. Una tranquillità che non è soltanto un valore turistico o un’immagine da promuovere, ma una componente fondamentale della vita quotidiana di chi abita questi luoghi.

E proprio per questo, davanti a fatti così gravi, la richiesta più importante è quella di continuare a vivere il territorio senza paura, con la certezza che sicurezza e legalità restino priorità condivise.

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