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18 Ottobre 2026
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Mascherine covid, aggredirono autista del bus: madre e figlio condannati

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Mascherine covid, aggredirono autista del bus: madre e figlio condannati

Una madre e suo figlio sono stati condannati dal Tribunale di Nocera Inferiore per l’aggressione a un conducente di autobus avvenuta il 3 agosto 2022, durante il periodo in cui erano ancora in vigore le disposizioni sanitarie contro il Covid-19. L’episodio si verificò a bordo di un pullman della linea 79 diretto a Sarno, dopo che l’autista aveva richiamato i passeggeri perché sprovvisti della mascherina obbligatoria.

Il giudice dell’udienza preliminare, al termine del rito abbreviato, ha inflitto otto mesi di reclusione al figlio e sette mesi e dieci giorni alla madre. Per entrambi la sospensione della pena è subordinata allo svolgimento di sei mesi di lavori di pubblica utilità presso il Comune di residenza.

La sentenza arriva a conclusione di un procedimento giudiziario avviato dopo l’intervento delle forze dell’ordine, chiamate a ricostruire quanto accaduto sul mezzo pubblico.

Il richiamo per le mascherine e l’aggressione all’autista

I fatti risalgono al pomeriggio del 3 agosto 2022, quando i due imputati viaggiavano su un autobus della linea 79 insieme a un altro familiare, la cui posizione è stata successivamente archiviata.

Il mezzo era diretto a Sarno. Durante il tragitto, il conducente si accorse che alcuni passeggeri non indossavano la mascherina, ancora prevista dalle disposizioni per il contenimento del contagio da Covid-19.

L’autista intervenne per richiamarli al rispetto delle regole. Secondo la ricostruzione accusatoria, tuttavia, il suo intervento provocò una reazione violenta.

Il conducente sarebbe stato minacciato di morte, colpito e spintonato ripetutamente, fino a rendere necessaria l’interruzione della corsa.

L’aggressione avvenne lungo via Nicola Bruni Grimaldi, a Nocera Inferiore. Diversi testimoni allertarono polizia e carabinieri, intervenuti per identificare le persone coinvolte e raccogliere gli elementi utili alle indagini.

Nel corso dell’episodio, secondo quanto ricostruito nel procedimento, uno degli imputati tentò anche di danneggiare il tablet Gps installato a bordo dell’autobus.

Le persone coinvolte furono identificate e denunciate a piede libero. La Procura di Nocera Inferiore, dopo aver completato gli accertamenti, chiese il rinvio a giudizio per tre persone, ma una delle posizioni venne successivamente archiviata.

Le condanne e i lavori di pubblica utilità

I due imputati rispondevano di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento. Quest’ultima contestazione è stata riqualificata come tentativo e la donna è stata assolta dal relativo addebito.

Il Gup ha stabilito per il ragazzo una pena di otto mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali. Per la madre la condanna è di sette mesi e dieci giorni.

La sospensione delle pene è stata subordinata allo svolgimento di sei mesi di lavori di pubblica utilità, con un impegno massimo di sei ore settimanali e due ore giornaliere.

L’attività dovrà iniziare entro trenta giorni dal passaggio in giudicato della sentenza.

Le motivazioni del provvedimento saranno depositate entro sessanta giorni. Successivamente, la difesa potrà valutare l’impugnazione della decisione davanti alla Corte d’Appello.

L’aggressione aveva suscitato la reazione delle organizzazioni sindacali di categoria, che denunciarono l’episodio richiamando l’attenzione sulla sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico.

Il caso si inserisce nel più ampio problema delle aggressioni al personale viaggiante nell’Agro nocerino-sarnese, un fenomeno che in diverse occasioni ha portato a richieste di maggiori tutele per gli autisti impegnati sulle linee del territorio.

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